Università di Pavia partner del progetto "OTTIMUS" per l’innovazione sostenibile delle filiere lombarde
L’Università di Pavia è partner del progetto OTTIMUS (“Ottimizzazione delle Filiere Lombarde in ottica Life Cycle Thinking per l’innovazione eco-sostenibile, la valorizzazione della biodiversità, la salvaguardia del territorio e la salute dei cittadini”), un’iniziativa di ricerca e innovazione che mira a trasformare i sottoprodotti agroalimentari lombardi in nuove risorse ad alto valore aggiunto, integrando nutrizione, energia, sostenibilità e tutela ambientale.
Il progetto si colloca all’interno del Programma Regionale FESR 2021–2027 di Regione Lombardia, Asse 1 “Un’Europa più competitiva e intelligente”, Obiettivo specifico 1.1, Azione 1.1.3 “Sostegno all’attuazione di progetti complessi di ricerca, sviluppo e innovazione”, nell’ambito del bando “Collabora & Innova”.
In questo progetto l’Università di Pavia svolge un ruolo di primo piano, grazie al coinvolgimento congiunto dei dipartimenti di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense (Rachele De Giuseppe, Hellas Cena, Maria Cristina Monti, Cristina Arrigoni); Chimica (Chiara Milanese, Stefano Protti, Marcella Bini, Doretta Capsoni, Maurizio Fagnoni); e Scienze del Farmaco (Adele Papetti, Raffaella Colombo).
La finalità generale del progetto è ottimizzare le filiere produttive lombarde nei settori agroalimentare, chimico ed energetico attraverso un approccio di Life Cycle Thinking, riducendo l’impatto ambientale, valorizzando la biodiversità e generando co-benefici per la salute. In un’ottica pienamente interdisciplinare, OTTIMUS collega i prodotti di scarto e sottoprodotti agricoli a nuove filiere di produzione di nutraceutici, bioplastiche, biopesticidi e idrogeno verde, contribuendo a fare della Lombardia un hub di riferimento per bioeconomia ed economia circolare.
La componente nutrizionale rappresenta un asse strategico del progetto: il gruppo UniPv contribuirà infatti allo sviluppo e alla caratterizzazione di ingredienti e prodotti derivati da sottoprodotti agroalimentari, valutandone il profilo nutrizionale, la sicurezza d’uso e il potenziale beneficio per la salute delle persone. L’integrazione fra nutrizione, chimica sostenibile e bioeconomia permette di creare soluzioni che migliorano simultaneamente la qualità degli alimenti, l’impatto ambientale delle filiere e il benessere del pianeta, in piena ottica One Health.
Dai prodotti di scarto si otterranno anche materiali innovativi a base di carbonio per l’immagazzinamento di idrogeno, vettore energetico chiave per lo sviluppo sostenibile a livello europeo e mondiale. Il progetto presenta un costo complessivo di 4.805.583,81 €, suddiviso tra attività di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale, coperto in parte dal cofinanziamento dei partner e in parte dal contributo pubblico richiesto alla Regione Lombardia.
Il partenariato è fortemente multidisciplinare e integra competenze accademiche e industriali. Oltre all’Università degli Studi di Pavia, ne fanno parte:
- INNOVHUB – Stazioni Sperimentali per l’Industria S.r.l. (Innovhub SSI) (capofila);
- FLANAT Research Italia S.r.l.;
- Università degli Studi dell’Insubria;
- CORAPACK S.r.l.;
- EUROTECH Extrusion Machinery S.r.l. (EUR.EX.MA).
La partecipazione di UniPv a OTTIMUS conferma l’impegno dell’Ateneo nello sviluppo di soluzioni innovative, sostenibili e basate sulle evidenze scientifiche, capaci di coniugare salute umana, nutrizione, biodiversità e innovazione tecnologica per un futuro realmente più sano e sostenibile.