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Sostenibilità

Dai RAEE nuove risorse per la transizione: Regione Lombardia sostiene la ricerca dell’Università di Pavia

16 Settembre 2026
Articolo aggiornato:
Hard disk a fine vita
Crediti immagine
Pixabay

Recuperare dai rifiuti elettronici materiali preziosi e strategici, dando nuova vita alle risorse contenute nelle apparecchiature arrivate a fine uso. È l’obiettivo dell’accordo di collaborazione tra Regione Lombardia e Università di Pavia, approvato dalla Giunta regionale per sostenere la ricerca sul riciclo dei RAEE – Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Regione Lombardia destinerà 46 mila euro nel biennio 2027-2028 alle attività di ricerca dell’Ateneo pavese, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative per il recupero di materie prime critiche, tra cui terre rare e metalli sempre più importanti per le transizioni energetica e digitale. Il finanziamento sarà ripartito in 35.996 euro nel 2027 e 10 mila euro nel 2028.

L’accordo prevede, tra le altre attività, l’attivazione di una borsa di studio post-dottorato dedicata all’economia circolare nel settore dei RAEE e la condivisione di dati e informazioni utili alla ricerca.

A essere coinvolto è il Dipartimento di Chimica dell’Università di Pavia, dove sono già in corso studi dedicati al recupero e alla valorizzazione delle terre rare presenti nei magneti e negli hard disk a fine vita.

La sfida va oltre il trattamento dei rifiuti. Molte delle materie contenute nei dispositivi elettronici sono infatti essenziali per tecnologie e produzioni strategiche, mentre il loro approvvigionamento europeo dipende fortemente dalle importazioni. Recuperarle da prodotti a fine vita significa quindi trasformare i RAEE in una fonte secondaria di materie prime, riducendo al tempo stesso il consumo di nuove risorse e rafforzando la circolarità delle filiere produttive.

Le attività del Dipartimento di Chimica si collegano al progetto europeo NEO-CYCLE – "Upcycling of NdFeB magnets in the EU for green applications", finanziato nell’ambito di Horizon Europe e dedicato allo sviluppo di tecnologie per il recupero e la valorizzazione dei materiali contenuti nei magneti permanenti al neodimio-ferro-boro (NdFeB), presenti anche negli hard disk a fine vita.

L’obiettivo è recuperare elementi come neodimio, ferro e boro e trasformarli in nuovi materiali ad alto valore aggiunto, destinati a differenti applicazioni. Una prospettiva di economia circolare che punta quindi non soltanto a riciclare un rifiuto tecnologico, ma a riportare materiali strategici all’interno dei processi produttivi.

«I magneti permanenti al neodimio-ferro-boro (NdFeB) sono componenti essenziali di numerose tecnologie moderne, dagli hard disk ai motori elettrici, dalla robotica alle energie rinnovabili. Al termine della loro vita utile rappresentano tuttavia anche una preziosa fonte secondaria di neodimio e altre terre rare, ferro e boro. NEO-CYCLE propone un cambio di paradigma: invece di recuperare questi elementi per riportarli necessariamente alla purezza estremamente elevata richiesta dalla produzione di nuovi magneti, il progetto sviluppa processi di upcycling, destinandoli direttamente ad applicazioni industriali ad alto valore aggiunto. Il neodimio, il ferro e il boro recuperati vengono così trasformati in precursori, reagenti e catalizzatori utilizzabili nella produzione di principi attivi farmaceutici, ammoniaca verde e fertilizzanti, nonché nella preparazione di nuovi materiali polimerici. In questo passaggio dal semplice recycling all’upcycling chimico si colloca uno dei contributi più innovativi dell’Università di Pavia: individuare applicazioni nelle quali una materia prima secondaria possa acquisire un valore superiore a quello del materiale di partenza, riducendo contemporaneamente il numero di processi di purificazione, il consumo energetico e la produzione di rifiuti – spiega il prof. Giuseppe Zanoni, referente e Principal Investigator del progetto - Attraverso la guida dei Work Package dedicati all’upcycling e alla validazione finale, l’Università di Pavia rappresenta uno dei punti di collegamento tra recupero delle materie prime, sviluppo della tecnologia e applicazione industriale. NEO-CYCLE coinvolge infatti università, centri di ricerca, imprese e utilizzatori finali in una filiera che parte dal rifiuto elettronico e arriva al prodotto industriale, integrando tecnologie di separazione e recupero, chimica di sintesi, catalisi, digitalizzazione dei processi, valutazioni economiche e analisi della sostenibilità. Per l’Università di Pavia, il progetto rappresenta anche un esempio concreto della capacità dell’Ateneo di trasformare la ricerca chimica di frontiera in innovazione industriale, contribuendo contemporaneamente alla transizione verde e all’autonomia strategica europea nell’approvvigionamento delle materie prime critiche».

«Le materie prime critiche - sottolinea l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione - sono strategiche per la competitività e la sicurezza del nostro sistema produttivo e non possiamo dipendere esclusivamente dalle importazioni. Per questo investire nella ricerca sul recupero dei RAEE significa trasformare un problema ambientale in una risorsa economica e industriale. Con l’Università di Pavia sosteniamo competenze e tecnologie innovative per il recupero dei RAEE, rafforzando l’economia circolare e contribuendo agli obiettivi di autonomia strategica dell’Europa. La Lombardia ha università, imprese e centri di ricerca di assoluto livello: dobbiamo continuare a mettere queste eccellenze nelle condizioni di sviluppare soluzioni concrete per le transizioni energetica e digitale».

«Investire nella ricerca sul riciclo dei RAEE – evidenzia l’assessore all'Università, Ricerca, Innovazione Alessandro Fermi - significa guardare al futuro, rafforzando la nostra capacità di recuperare risorse preziose e strategiche dai rifiuti tecnologici. Con questo accordo vogliamo sostenere il lavoro dell’Università degli Studi di Pavia nello sviluppo di soluzioni innovative per il recupero delle terre rare e dei metalli necessari alla transizione energetica e digitale. È un investimento concreto in ricerca e innovazione, ma anche un passo importante per ridurre la nostra dipendenza dall’approvvigionamento di materie prime critiche, aumentare la circolarità delle risorse e costruire un sistema più sostenibile e competitivo».

L’accordo rafforza la collaborazione tra ricerca universitaria e istituzioni regionali su uno dei temi centrali dell’economia circolare: recuperare valore da ciò che oggi è un rifiuto e contribuire, attraverso ricerca e innovazione, a rendere più sostenibile e resiliente l’approvvigionamento di materiali strategici.

Loghi di Regione Lombardia, del progetto "NEO-CYCLE" e dell'Università di Pavia. Scritta: Insieme per l'innovazione ambientale