Links condivisione social
Biodiversità

L'Università di Pavia partecipa alla più grande analisi europea sulla vegetazione e il cambiamento climatico

25 Marzo 2026
Articolo aggiornato:
Esemplari di Aster alpinus L. subsp. alpinus sul Monte La Nuda
Esemplari Aster alpinus L. subsp. alpinus sul Monte La Nuda.

Uno studio internazionale guidato da ricercatori del Forest & Nature Lab (ForNaLab, Facoltà di Ingegneria delle Bioscienze, Università di Ghent, Belgio), che ha coinvolto molte istituzioni europee tra cui il Research Institute for Nature and Forest (INBO), Finlandia e la rete GLORIA (coordinata dall’Università di Vienna, con la partecipazione dell’Università di Pavia), mostra come il cambiamento climatico stia rimodellando le comunità vegetali in tutta Europa.

Lo studio "Contrasting thermophilization among European forests, grasslands and alpine summits", pubblicato su «Nature», ha analizzato un database unico di oltre 6.000 rilievi di vegetazione distribuiti tra foreste, praterie e cime montane europee, con osservazioni che coprono periodi compresi tra 12 e 78 anni. Si tratta dell’analisi più completa finora realizzata a livello europeo che confronta direttamente le risposte tra diversi ecosistemi.

Questi i principali risultati:

  • Termofilizzazione diffusa: le specie vegetali che prediligono condizioni più calde stanno aumentando rispetto a quelle adattate al freddo.
  • Montagne più colpite: nelle Alpi e in altre regioni montane, le specie adattate al freddo stanno scomparendo a un ritmo sorprendentemente rapido.
  • Foreste e praterie: questi ecosistemi mostrano un forte aumento relativo di specie termofile (adattate al caldo), principalmente dovuto alla colonizzazione da parte di nuove specie, ma stanno anche perdendo alcune specie adattate al freddo.
  • “Debito climatico”: in tutti gli ecosistemi, le comunità vegetali rispondono lentamente al cambiamento climatico, portando all’accumulo di un “debito climatico” che rappresenta un rischio per la biodiversità e la stabilità degli ecosistemi. Le piante non sono più in equilibrio con il clima locale.

I risultati mostrano chiaramente che il riscaldamento climatico non ha gli stessi effetti ovunque. Gli ecosistemi reagiscono in modo diverso a seconda della loro struttura e composizione. Ciò significa che le strategie di adattamento climatico devono essere specificamente calibrate per ciascun ecosistema.

«Questo studio dimostra che non possiamo raccontare una storia unica e uniforme sugli impatti del riscaldamento climatico. Mentre le regioni alpine stanno perdendo specie che non possono sopravvivere altrove, nelle foreste e nelle praterie stanno aumentando le specie adattate al caldo. Questo ha profonde conseguenze per la conservazione della biodiversità in Europa», afferma il professor Pieter De Frenne (Università di Ghent).

Il prof. Simone Orsenigo del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia ha partecipato allo studio fornendo i dati del progetto GLORIA (Global Observation Research Initiative in Alpine environments), progetto di monitoraggio del cambiamento climatico in ambiente alpino, coordinato dall’Università di Vienna e attivo dal 2001 in alcune delle vette più alte dell’Appennino settentrionale.