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Finanziamenti

BEYOND: studiare i bambini della generazione COVID per prevedere il futuro della salute

26 Giugno 2026
Articolo aggiornato:
Donna in gravidanza che indossa una mascherina
Crediti immagine
© Università di Pavia

Che cosa resta della pandemia nei bambini che sono nati in quegli anni? Non solo nei ricordi delle famiglie, nelle fotografie scattate dentro case improvvisamente diventate lavoro, scuola, cura, isolamento; ma anche nei corpi, nello sviluppo, nei percorsi sanitari, nei modi in cui l’ambiente familiare e quello sociale hanno accompagnato, protetto o amplificato l’impatto di quell’esperienza.

È da questa domanda che prende avvio BEYOND, il nuovo progetto di ricerca coordinato da Livio Provenzi, professore associato dell’Università di Pavia e direttore del Developmental Psychobiology Lab – dpb lab di IRCCS Fondazione Mondino e dell’Ateneo pavese. Il progetto è stato finanziato da Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica – FRRB nell’ambito del Bando Consolidator, risultando tra gli 11 progetti selezionati.

BEYOND partirà a ottobre 2026 e avrà una durata triennale. L’obiettivo è ambizioso: comprendere, con uno sguardo longitudinale e multidisciplinare, quali siano stati gli effetti della pandemia da COVID-19 sui bambini nati in quel periodo e quali fattori abbiano contribuito a proteggerne o a renderne più vulnerabile lo sviluppo.

Il progetto si concentrerà su due coorti di bambini di circa sei anni, in un’ampia area del Nord Italia che comprende Brescia, Pavia, Milano, Monza, Piacenza, Lodi e Cremona. La prima coorte include bambini nati da donne negative al virus durante la gravidanza, già seguiti nei primi due anni di vita attraverso studi che hanno prodotto numerose pubblicazioni scientifiche. Queste ricerche hanno mostrato come lo stress prenatale legato alla pandemia possa associarsi a modificazioni epigenetiche nel feto e a successivi effetti a cascata sullo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo nei primi mille giorni di vita. Allo stesso tempo, hanno evidenziato il ruolo protettivo di esperienze precoci di cura, come l’home visiting e l’allattamento al seno nei primi sei mesi. La seconda coorte sarà invece costituita da bambini nati da donne positive al virus in gravidanza, che verranno reclutati nell’ambito del nuovo progetto. Il confronto tra queste traiettorie permetterà di osservare non solo l’impatto dell’esposizione diretta o indiretta alla pandemia, ma anche il peso dei contesti familiari, sociali e ambientali nei primi anni di sviluppo.

«BEYOND nasce dall’idea che la pandemia non sia stata soltanto un evento sanitario senza precedenti, ma anche un’esperienza di vita delle persone, un’esperienza ecologica complessa, capace di attraversare la gravidanza, la genitorialità, le relazioni precoci e l’organizzazione dei servizi», spiega Livio Provenzi, coordinatore del progetto. «Studiare oggi questi bambini, a sei anni, significa chiederci quali tracce siano rimaste, quali fattori abbiano protetto lo sviluppo e come possiamo usare questa conoscenza per preparare meglio i sistemi di cura, le famiglie e la società civile di fronte alle crisi future».

Una parte rilevante di BEYOND sarà dedicata anche a una indagine epidemiologica regionale, pensata con una prospettiva di scalabilità nazionale. Lo studio analizzerà il costo a lungo termine della pandemia nei primi sei anni di vita dei bambini nati durante quel periodo, considerando indicatori come accessi al pronto soccorso, diagnosi, trattamenti farmacologici e interventi riabilitativi. L’obiettivo è stimare non solo l’impatto clinico e psicologico, ma anche il costo sociosanitario indiretto della pandemia: ciò che resta nei servizi, nei percorsi di cura, nei bisogni assistenziali che emergono nel tempo.

Un altro elemento innovativo del progetto riguarda l’integrazione di dati ambientali satellitari. BEYOND considererà, infatti, anche l’esposizione a inquinamento atmosferico, in particolare alle polveri sottili PM2.5, e la disponibilità di spazi verdi nel territorio di vita dei bambini, osservando la presenza di aree verdi entro diverse distanze dall’abitazione. L’intento è costruire una visione più ampia dell’ambiente di sviluppo: non soltanto la relazione genitore-bambino, ma anche il contesto fisico, urbano, climatico e sociale nel quale quella relazione prende forma.

Da qui emerge uno dei concetti più originali del progetto: il parentoma. Il termine richiama l’idea dell’ambiente genitoriale come luogo complesso, fatto di comportamenti, emozioni, risorse, stress, reti sociali e condizioni materiali. Così BEYOND propone di guardare alla genitorialità non come ad una serie di competenze, piuttosto come a un luogo che può agire da filtro o da amplificatore alle condizioni più ampie in cui la famiglia vive. L’inquinamento, la disponibilità di verde, la qualità del quartiere, la crisi climatica e le disuguaglianze territoriali – le conseguenze di una pandemia, appunto – possono entrare nello sviluppo dei bambini attraverso la vita quotidiana delle famiglie.

«L’innovazione di BEYOND è nel mettere insieme livelli che spesso vengono studiati separatamente: biologia, psicologia dello sviluppo, genitorialità, dati sanitari e ambiente», prosegue Provenzi. «Questo approccio può aiutarci a comprendere meglio perché alcuni bambini attraversano eventi critici mostrando resilienza, mentre altri sviluppano maggiori fragilità. È una conoscenza che riguarda la ricerca, ma anche le politiche sanitarie, educative e ambientali».

Il progetto sarà coordinato presso IRCCS Fondazione Mondino e vedrà la partecipazione di un team multidisciplinare composto da Orietta Pansarasa, Serena Grumi e Serena Barello, integrando competenze di psicobiologia dello sviluppo, biomedicina, epidemiologia, psicologia della salute e comunicazione scientifica.

«Il finanziamento di BEYOND conferma il ruolo dell’IRCCS Fondazione Mondino come centro di eccellenza capace di promuovere innovazione scientifica in aree cruciali per la salute del futuro», dichiara Gianni Bonelli, Direttore Generale di IRCCS Fondazione Mondino. «La forza di questo progetto sta nella capacità di connettere scienze biomediche e scienze umane, ricerca di base e impatto sociale, dati biologici e traiettorie di vita. È esattamente in questa integrazione che si gioca oggi una parte importante della medicina del futuro».

BEYOND non si limiterà alla produzione di evidenze scientifiche. Il progetto prevede anche attività di disseminazione rivolte ai professionisti dell’area pediatrica, attraverso webinar dedicati, e iniziative per la società civile. Tra queste, il dpb lab - già attivo su Spotify con la serie ALIAS, A Life In Academic Science - produrrà una serie podcast dal titolo “Tales from BEYOND”, pensata per raccontare la ricerca, le storie, le domande e le implicazioni sociali del progetto in un linguaggio accessibile. 

«Rendere questi dati comprensibili e condivisibili è parte integrante del progetto. Perché una comunità informata è anche una comunità più preparata: capace di leggere i segnali di vulnerabilità, di riconoscere i fattori di protezione e di scegliere, nei momenti di crisi, azioni più attente alla cura dei bambini e delle famiglie» spiega Provenzi. In questo senso, BEYOND guarda alla pandemia non solo come a un evento da studiare retrospettivamente, ma come a un’esperienza da trasformare in potenziale crescita collettiva per la comunità.

«BEYOND risponde pienamente alla visione del bando Consolidator: sostenere progettualità scientifiche mature, fondate su risultati già solidi, e accompagnarle verso un impatto più ampio sulla salute pubblica» sostiene Veronica Comi, Direttore Generale di FRRB. «Il progetto coordinato da Livio Provenzi ha il merito di trasformare una linea di ricerca nata durante l’emergenza pandemica in una piattaforma di conoscenza longitudinale, capace di integrare biologia, sviluppo infantile, dati epidemiologici e ambiente. È una ricerca che guarda al futuro dei bambini e, insieme, alla capacità dei sistemi sanitari e sociali di prepararsi meglio alle crisi che verranno.»

BEYOND nasce per portare la ricerca oltre l’emergenza. Oltre il dato isolato. Oltre l’idea che la salute infantile sia solo una questione individuale. Lo sviluppo di un bambino è sempre il risultato di una storia più ampia: biologica, familiare, sociale, ambientale. Studiare quella storia, oggi, può aiutare a costruire sistemi di cura più capaci di proteggere il futuro.