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Affari internazionali

Dall'Iraq a Pavia per diventare ingegneri, attenti alla sostenibilità. Laureati sei studenti internazionali: «Il Foundation Year è stato fondamentale»

28 Luglio 2026
Articolo aggiornato:
Gli studenti iracheni in Ingegneria civile nell'ambito del programma ENI Future Builders

Sei neolaureati iracheni indossano la corona d'alloro nel cortile del Polo di Ingegneria dell'Università di Pavia. Lo scatto, realizzato poco prima dell'estate, li ritrae con la tesi tra le mani e il sorriso di chi ha appena concluso un percorso intenso, impegnativo ma ricco di soddisfazioni. Hasanain Al Mansoori, Mohammed Radhid Dhmaid, Mohammed Kadhim Mohammed Alhasan, Mohammed Sadik Zain Ghazi Al-Sarray, Hussein Ali Mohan Al-Bujarad e Mustafa Nader Hasan sono arrivati  a Pavia nell'ottobre 2021 grazie al programma ENI Future Builders per frequentare il corso di laurea triennale in Ingegneria Civile, oggi concluso con successo. 

Un percorso reso possibile a partire dal Foundation Year dell’Università di Pavia, il programma propedeutico progettato per accompagnare gli studenti internazionali verso l'ingresso nel sistema universitario italiano. Della durata di nove mesi, il percorso combina uno studio intensivo della lingua italiana (fino al livello B2) con insegnamenti specifici di area scientifica, umanistica o sociale. Un ponte accademico e culturale, pensato per preparare gli studenti a superare i test d'ingresso e a integrarsi con successo nella comunità universitaria.

Hasanain e Mohammed durante l'intervista con gli UniPv Ambassadors
Hasanain e Mohammed durante l'intervista con gli "UniPv Ambassadors"..

Foundation Year: «Mi ha salvato la vita»

«Siamo partiti da zero!», afferma Hasanain Al Mansoori, ripercorrendo il primo anno nell’ateneo lombardo. «Ho sempre desiderato studiare ingegneria: avevo già frequentato due anni in un istituto iracheno orientato all'ingegneria energetica. A Pavia ho trovato l’opportunità di frequentare una facoltà molto interessante, che offre molte prospettive professionali». 

Così è stato anche per Mohammed Radhid Dhmaid, che in questo corso di laurea ha trovato la base per poter costruire la propria carriera. «Il primo impatto non è stato semplice - afferma - appena arrivati era tutto una novità, non conoscevamo nulla, a partire dalla lingua. Il Foundation Year mi ha salvato la vita. In un anno abbiamo imparato tutto ciò che è necessario a vivere qui e frequentare la vita accademica. È stato fondamentale: imparare l’italiano non è semplice, soprattutto quando si tratta di materie di studio… Poi piano piano si impara, no?»

Ingegneria: il futuro è sostenibile

Tra le mani tiene la tesi dedicata alla progettazione di “Solai a piastra in cemento armato senza travi”. «È uno studio orientato a lavorare in Iraq», prosegue. «L’obiettivo è tornare a casa: non so ancora cosa mi aspetta in futuro, vorrei diventare un ingegnere di successo, fare un po’ di pratica e poi magari aprire una mia azienda». 

Hassanain si è occupato invece di “Isolamento termico e sostenibilità dinamica”, realizzando uno studio su i materiali isolanti tradizionali e materiali naturali alternativi. «La sostenibilità è un fattore che non può più essere ignorato», afferma ripercorrendo i punti salienti della tesi di laurea, che ritrova nell’attenzione all'ambiente un elemento ricorrente. «Un nostro compagno ha dedicato il suo lavoro al riuso delle acque reflue - ricorda - siamo in un mondo caratterizzato da molti fattori, tra cui il cambiamento climatico. Occuparsi di ingegneria significa tener presente anche questo aspetto. 

L’esperienza sul campo è preziosa: mentre studiavo a Pavia ho lavorato in uno studio a Milano, è stato utile e interessante, che sicuramente mi servirà». 

Guardando al futuro, Hassanain non ha dubbi: «Mi piacerebbe proseguire con laurea magistrale e dottorato, ma prima vorrei lavorare qualche anno per capire come orientare i miei studi. Tornerò in Iraq, per mettere in pratica tutto ciò che ho imparato qui».

Hasanain e Mohammed intervistati nei chiostri della sede centrale UniPv.
Hasanain e Mohammed intervistati nei chiostri della sede centrale UniPv.