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Affari internazionali

Pavia guarda all’Uzbekistan: il Forum di Tashkent apre nuove opportunità di collaborazione per l’agroalimentare sostenibile

3 Aprile 2026
Articolo aggiornato:
Foto di gruppo della delegazione UniPv che incontra l'Istituto di Ricerca Scientifica per l'Orticoltura, la Viticoltura e l'Enologia
La delegazione UniPv incontra l'Istituto di Ricerca Scientifica per l'Orticoltura, la Viticoltura e l'Enologia.

(English below) L’Università di Pavia protagonista al Business forum Italia-Uzbekistan, per aprire la strada a nuove opportunità di collaborazione accademica, tecnologica e di ricerca. Organizzato il 23 e 24 marzo 2026 a Tashkent dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e dall’Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), il Forum internazionale su agricoltura rigenerativa e digitalizzazione per un ecosistema agricolo sostenibile ha accolto una delegazione di alto profilo composta dalle Università di Pavia, Pisa, Torino, Viterbo, Bari e del Piemonte Orientale. Oltre ai Ministri dell’Agricoltura di Uzbekistan, Azerbaigian, Tagikistan, Kirghizistan e Turkmenistan, hanno partecipato i referenti delle principali istituzioni accademiche locali. 

L’iniziativa si inserisce nella più ampia Alleanza universitaria e di ricerca eurasiatica, configurandosi come una piattaforma stabile di cooperazione scientifica orientata alla costruzione di una rete d’eccellenza. L’obiettivo: affrontare le principali sfide globali - tra cui sicurezza alimentare, resilienza climatica e sviluppo sostenibile - attraverso l’integrazione di competenze scientifiche e infrastrutture tecnologiche.

Nuove opportunità per UniPv

Rappresentata dal prof.Graziano Rossi, dalla ricercatrice Giulia Franzoni (entrambi del Dipartimento di Scienze della terra e dell’Ambiente) e da Elena Fontana (Servizio Relazioni Internazionali), l’Università di Pavia ha colto l’occasione per sviluppare opportunità di collaborazione su varia scala. Tra i contatti più rilevanti, la Tashkent State Agrarian University (TSAU), che conta 15mila studenti ed è interamente orientata all’agroalimentare,  istituti di ricerca scientifica come il Rice Research Institute e il Plant Genetic Resources Institute, che potrebbe aprire a collaborazioni con la Banca del Germoplasma Vegetale (situata all’Orto botanico pavese).

«A seguito del secondo Forum dei Rettori Italia-Uzbekistan organizzato a febbraio dalla Conferenza dei Rettori Università Italiane (CRUI), UniPv ha aderito a questa iniziativa con l’intento di trovare altre istituzioni con cui dialogare». Come spiega Elena Fontana, «Stringere accordi internazionali significa aprire le porte a scambi istituzionali per condividere il know-how degli atenei coinvolti. L’Uzbekistan potrebbe offrire margini di collaborazione su master già avviati da UniPv - come Agri-food Sustainability - partendo da mobilità di docenti “visiting” a Pavia, per delineare in seguito progetti in ambito didattico e di ricerca».

Tra gli obiettivi a lungo termine, «l’avvio di progetti di lauree congiunte su varie tematiche d’interesse del nostro ateneo», specifica il Prorettore agli Affari Internazionali Matteo Alvaro, «in partnership con università uzbeke».

Modelli di sviluppo e sostenibilità

«È la prima volta dell’Università di Pavia in Uzbekistan - commenta Graziano Rossi - Stiamo parlando di un contesto in forte sviluppo tecnologico ed economico, caratterizzato da un aumento del PIL tra il 6-7 per cento nel 2025. È un territorio con un’interessante prospettiva di crescita, alla ricerca di collaborazioni significative per sviluppare conoscenze, tecnologie e innovazione. Da questo punto di vista, l’Università di Pavia costituisce un modello virtuoso per sviluppare un approccio sostenibile in risposta all’impatto del cambiamento climatico sull’agroambiente».

«Questo è stato il tema dell’intervento tenuto con la dott.ssa Giulia Franzoni durante la conferenza a Tashkent, dove abbiamo illustrato i programmi scientifici UniPv incentrati su un’agricoltura sostenibile e sui sistemi alimentari, bilanciando produttività, tutela dell’ambiente, benessere degli agricoltori e salute dei consumatori. Gli ambiti di sviluppo congiunti spaziano dalla razionalizzazione delle risorse all’adeguata tutela e conservazione delle varietà antiche, un aspetto che caratterizza la filiera agroalimentare euroasiatica, tesa tra una grande attenzione al passato e una forte propensione al futuro. Per i paesi eurasiatici l’Italia è una porta sull’Unione Europea, ma sicuramente anche noi abbiamo molto da imparare». 

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Pavia looks to Uzbekistan: the Tashkent Forum opens new opportunities for collaboration in sustainable agrifood

The University of Pavia took centre stage at the Italy–Uzbekistan Business Forum, paving the way for new opportunities in academic, technological and research collaboration. Held on 23–24 March 2026 in Tashkent and organised by the Italian Ministry of Agriculture, Food Sovereignty and Forestry and the Italian Trade Agency (ICE), the international forum on regenerative agriculture and digitalisation for a sustainable agricultural ecosystem brought together a high-level delegation from the Universities of Pavia, Pisa, Turin, Viterbo, Bari and Piemonte Orientale. Alongside the Ministers of Agriculture of Uzbekistan, Azerbaijan, Tajikistan, Kyrgyzstan and Turkmenistan, representatives from leading local academic institutions also took part. The initiative is part of the broader Eurasian university and research alliance, conceived as a stable platform for scientific cooperation aimed at building a network of excellence. Its goal is to address major global challenges - such as food security, climate resilience and sustainable development - through the integration of scientific expertise and technological infrastructures.

New opportunities for UniPv

Represented by Professor Graziano Rossi, researcher Giulia Franzoni (both from the UniPv Department of Earth and Environmental Sciences), and Elena Fontana (UniPv International Relations), the University of Pavia seized the opportunity to develop collaborations at multiple levels. Among the most significant contacts were the Tashkent State Agrarian University (TSAU), with 15,000 students and a strong focus on the agrifood sector, as well as research institutes such as the Rice Research Institute and the Plant Genetic Resources Institute, which could open the door to collaborations with the Plant Germplasm Bank located at Pavia’s Botanical Garden.

«Following the second Italy–Uzbekistan Rectors’ Forum organised in February by the Conference of Italian University Rectors (CRUI), UniPv joined this initiative with the aim of identifying new institutions to engage with» explains Elena Fontana. «Establishing international agreements means opening the door to institutional exchanges and sharing the know-how of the universities involved. Uzbekistan could offer opportunities for collaboration on existing UniPv master’s programmes - such as Agri-food Sustainability - starting with visiting faculty mobility to Pavia and later developing joint projects in teaching and research.» 

Among the long-term goals is «the launch of joint degree programmes in areas of interest to our university» adds Vice-Rector for International Affairs Matteo Alvaro, «in partnership with Uzbek institutions.»

Development and sustainability models

«This is the University of Pavia’s first time in Uzbekistan» comments Graziano Rossi. «We are looking at a context experiencing strong technological and economic growth, with GDP expected to increase by 6–7% in 2025. It is a territory with promising development prospects, actively seeking meaningful collaborations to advance knowledge, technology and innovation. In this regard, the University of Pavia represents a valuable model for developing sustainable approaches to address the impact of climate change on agro-environmental systems.»

«This was the focus of the presentation delivered together with Dr Giulia Franzoni at the Tashkent conference, where we showcased UniPv’s scientific programmes centred on sustainable agriculture and food systems, balancing productivity, environmental protection, farmers’ well-being and consumer health. Areas for joint development range from resource optimisation to the protection and conservation of traditional crop varieties, an aspect that characterises the Eurasian agrifood chain, poised between strong respect for the past and a forward-looking perspective. For Eurasian countries, Italy represents a gateway to the European Union, but we too have much to learn.»