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Solidarietà

Terza missione in Ucraina per i medici specializzandi in medicina d'emergenza-urgenza UniPv

5 Ottobre 2023
Articolo aggiornato:
Foto di gruppo dei medici specializzandi con alcuni dei partecipanti al corso "Stop the Bleed"
Crediti immagine
Julia Marchenko

Prosegue l'impegno dei medici specializzandi in medicina d'emergenza-urgenza dell'Università di Pavia in Ucraina per insegnare le manovre salvavita.

La terza trasferta ha visto i medici del nostro Ateneo impegnati a Odessa nel mese di settembre per tenere tre corsi "Stop the Bleed".

Si tratta di un corso teorico-pratico certificato dell’American College of Surgeons di circa 3 ore dove i discenti, anche senza competenze sanitarie, imparano a gestire le emorragie maggiori, i sanguinamenti più gravi, eseguendo una compressione sulla ferita con i materiali a disposizione o ad utilizzare strumenti più avanzati come i tourniquet (lacci emostatici). Queste manovre sono in grado di rallentare un’emorragia letale, mantenendo la vittima in vita in attesa che i soccorsi arrivano per portarla in ospedale.

Hanno partecipato più di 50 volontari delle ONG locali. Durante le simulazioni pratiche tutti i discenti hanno imparato ad utilizzare i tourniquet (modello CAT, il più diffuso), donati dall’azienda italiana Flamor S.r.l., e i simulatori di emorragie ad alta fedeltà realizzati in collaborazione con 3D4Med, il laboratorio clinico di stampa 3D nato dalla collaborazione tra la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell'Università di Pavia. Le missioni sono state supportate dal Distretto Rotary 2050.

«Abbiamo sfortunatamente sperimentato la costante tensione in cui vive la popolazione in prossimità del fronte - dichiara Giovanni Cappa, medico specializzando in Medicina d'Emergenza-Urgenza al quarto anno, che ha partecipato all'iniziativa - Una notte ci è arrivato l'alert di un possibile attacco aereo nella nostra zona e poco dopo abbiamo sentito un'esplosione in lontananza. Abbiamo prontamente raggiunto il rifugio più vicino. La Farnesina è rimasta in costante contatto con noi, durante tutta la durata delle missioni».