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Solidarietà

A Pavia la coppia di donatori incontra gli studenti palestinesi beneficiari delle borse di studio

6 Marzo 2026
Articolo aggiornato:
La delegata Carola Ricci in dialogo con la coppia di donatori. A fianco il Rettore, Ahmed e Stefania Ferrari del Centro Di Servizio Center For Global Strategic Engagement (GLOBEC) UniPv..
La prof.ssa Carola Ricci in dialogo con la coppia di donatori. A fianco il Rettore Alessandro Reali, Ahmed e Stefania Ferrari del Center for Global Strategic Engagement (GLOBEC) UniPv.

Un abbraccio e un “Grazie, you saved my life”. Si riassume così l’incontro tra la coppia bergamasca che ha donato 25 mila euro per finanziare borse di studio destinate a studenti palestinesi e alcuni dei giovani che oggi ne stanno beneficiando. Giovedì 5 marzo 2026, i due coniugi hanno conosciuto di persona Ahmed e Wafaa - entrambi provenienti da Gaza - arrivati a Pavia lo scorso inverno e attualmente impegnati con profitto nel rispettivo percorso di studi. Voluto dal Rettore Alessandro Reali e dalla governance dell’Ateneo, l’incontro è stato l’occasione per dare un volto concreto a un gesto di solidarietà in grado di generare nuove opportunità di formazione e futuro.

“Non c'è pace senza cultura”

«Lo scorso inverno - hanno spiegato i coniugi - abbiamo deciso di riunire le donazioni che abitualmente facciamo in occasione delle festività natalizie per destinarle a questi giovani tramite l’Università di Pavia, scelta tra gli atenei che hanno aderito con convinzione al progetto promosso dalla CRUI. Il destino di Gaza e della Palestina è ancora molto incerto: proprio per questo è ancora più importante sostenere l’accesso all’educazione. Non può esserci una visione di pace senza cultura, apertura mentale e umanità».

Il Rettore ha espresso un grande ringraziamento a nome di tutta la comunità accademica. 

«Ringrazio sentitamente i coniugi per la loro generosità. L’istruzione e la cultura portano speranza - ha ribadito - Credo che l’università debba avere anche un forte ruolo sociale, animato dalla responsabilità di portare avanti un messaggio di pace e solidarietà, andando oltre ogni ideologia e attivando tutte le misure necessarie. Il numero di aiuti che possiamo offrire purtroppo è limitato, ma dietro ognuno ci sono un nome, un cognome, un volto e una storia. L’incontro nasce proprio da questo: mettere le persone al centro, condividere cultura e favorire il dialogo».

“Questa opportunità mi ha salvato la vita”

Oggi Ahmed segue il corso magistrale di Computer Engineering in lingua inglese presso l’Università di Pavia, che per lui “è già casa”. Da parte sua, un grazie di cuore per l’opportunità che gli ha cambiato la vita: vivere a Pavia, tornare a studiare lontano dalla minaccia della guerra e aprire la strada a un futuro possibile. 

«Se l’anno scorso mi avessero detto che oggi sarei stata fuori da Gaza per frequentare un master in Italia, non ci avrei creduto», aggiunge Wafaa. «Sembra un sogno, sono molto felice. Questa scholarship non solo mi ha salvato la vita, ma mi ha dato la possibilità di continuare la mia educazione». 

Gli studenti hanno trovato nella città di Pavia un luogo sicuro e nell’Ateneo una proposta formativa in linea con i propri interessi e obiettivi, supportate da una comunità accogliente, docenti, staff e compagni di corso.

Umanità e impegno

Tra i presenti, il Prorettore agli Affari Internazionali Matteo Alvaro, insieme ai Delegati Marco Missaglia (per America e Medio Oriente) e Carola Ricci (per l’Africa e la Cooperazione), hanno ricordato l’impegno condiviso tra governance e staff per creare le condizioni politiche e amministrative necessarie a raggiungere questo risultato, dove il fattore umano è ciò che fa la differenza. 

Così è stato anche per la campagna di fundraising “A Bridge for Future”, avviata da UniPv lo scorso dicembre e attiva fino alla fine di marzo 2026, aperta a donazioni che saranno utilizzate per sostenere l’accoglienza in corso e finanziare nuove borse destinate allo stesso scopo. I fondi finora a disposizione consentiranno di accogliere nelle prossime settimane due nuovi studenti palestinesi, già segnalati alla CRUI e in attesa di evacuazione.

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