Giovane ricercatore del laboratorio di epigenetica dei tumori del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” UniPv premiato al congresso AGI 2025
Il carcinoma sieroso ovarico di alto grado è la forma più diffusa e aggressiva di tumore ovarico, responsabile ogni anno di oltre 200.000 decessi nel mondo. Definito spesso “silent killer” per la difficoltà di una diagnosi precoce e la comparsa di resistenze alle terapie, rappresenta una delle maggiori sfide della ricerca oncologica. Proprio in questo contesto il dott. Federico Manai, post-doc, sostenuto da una borsa della Fondazione Umberto Veronesi, nel laboratorio di epigenetica dei tumori del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell'Università di Pavia, coordinato dalla prof.ssa Rossella Tricarico, ha ricevuto un importante riconoscimento al congresso biennale dell’Associazione Genetica Italiana (AGI), svoltosi a Bari dal 17 al 19 settembre 2025.
Il premio per il miglior poster nella sezione Epigenetic Variability è stato assegnato al dott. Manai per il lavoro “Epigenetic regulator TET2 is implicated in resistance to cisplatin-based therapy in High-Grade Serous Ovarian Carcinoma (HGSOC)”, che presenta risultati preliminari sul ruolo del gene TET2 nella risposta alle terapie a base di platino nel carcinoma ovarico sieroso di alto grado.
Il laboratorio di epigenetica dei tumori, guidato dalla prof.ssa Tricarico, studia i meccanismi alla base dello sviluppo, della progressione e della resistenza ai trattamenti nei tumori solidi, con particolare attenzione a colon-retto e ovaio. Il progetto premiato si inserisce in questa attività ed è svolto in collaborazione con l’Università di Bologna e l’IRCCS Maugeri.
«Questo riconoscimento da parte di AGI premia l’impegno e l’entusiasmo del nostro giovane team e di Federico. È un incoraggiamento importante a proseguire nel lavoro su questo progetto. Ringraziamo la Fondazione Umberto Veronesi per il sostegno ai giovani ricercatori e i colleghi dell’Università di Bologna e dell’IRCCS Maugeri per la preziosa collaborazione», commenta la prof.ssa Tricarico.