Olivicoltura nell'Oltrepò Pavese: l'Università di Pavia pubblica un volume tra storia e innovazione
È andato in stampa un volume dedicato alla "Storia, attualità e futuro dell'olivo nelle colline dell'Oltrepò Pavese", curato da un gruppo di ricercatori dell'Università di Pavia, coordinato dal Prof. Graziano Rossi. La pubblicazione ha visto la collaborazione di docenti, dottorandi, borsisti e tecnici del Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente (Prof.ssa Paola Nola, Prof.ssa Carolina Girometta, Dott. Osvaldo Pericolo, Dott. Andrea Giacomelli, Dott.ssa Micol Orengo, Dott. Luca Favino, Dott.ssa Irene Rossi, Dott.ssa Giulia Tarzariol, Dott. Pantaleo Daniele), del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali (Prof.ssa Anna Maria Moisello) e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Prof.sa Olimpia Niglio).
La prefazione vede la firma del Magnifico Rettore dell'Università di Pavia, Prof. Alessandro Reali.
Il volume, di 231 pagine, è stato realizzato come obiettivo del Progetto OLIOLTREPÒ (Nuovo valore per l'OLIvicoltura di frontiera: l'OLTREPÒ Pavese) finanziato da Regione Lombardia, nell'ambito del PSR (Piano di Sviluppo Rurale).
II libro ha un duplice fine: far conoscere al lettore la storia che ha accompagnato la coltivazione di questa pianta nel territorio oltrepadano, dall'epoca romana fino ai giorni nostri, nonché informarlo su quelle che sono le buone pratiche attuali di gestione agronomica. Per la stesura della parte storica sono state prese in considerazione moltissime fonti di diversa natura: archivi parrocchiali, archivi notarili, testimonianze storiche scritte e testimonianze storiche tramandate oralmente, carte catastali, cabrei storici, illustrazioni, fotografie e testi che citassero la presenza di olivi storici nell'Oltrepò Pavese.
Sono state effettuate spedizioni sul campo per ritrovare le piante citate in tali documenti, per censirle e per condurre analisi di tipo dendrocronologico e di datazione al carbonio radioattivo per attribuirne un'età. Sono poi stati intervistati dei testimoni chiave della storia dell'olivicoltura oltrepadana, in modo tale da poter vagliare gli eventuali riferimenti storici trovati a riguardo. Vengono presentate, le modalità con le quali si può attribuire, in modo più o meno preciso a seconda del caso, l'età di un olivo secolare, utilizzando il metodo dendrocronologico, tramite la conta degli anelli di accrescimento che la pianta sviluppa nel corso della propria vita, e il metodo del radiocarbonio, attraverso il quale, risalendo al decadimento degli isotopi del carbonio, si può giungere ad un arco di tempo più preciso da attribuire all'individuo censito.
È stata poi redatta la parte centrale del volume, quella agronomica, grazie alla sinergia di un team di esperti in materia, da docenti universitari a tecnici specializzati. Lo scopo è quello di poter dare al lettore, che sia un semplice appassionato o già un coltivatore di olivi, le conoscenze base necessarie a sviluppare le competenze utili per poter progettare e condurre un impianto olivicolo secondo i giusti criteri. Vengono quindi approfondite le tecniche riguardo la scelta del sesto d'impianto, come gestire l'irrigazione, come effettuare interventi di potatura in base all'età della pianta; vengono poi illustrate le principali avversità fitopatologiche e climatiche.
In definitiva questo volume, senza pretendere di essere un vero manuale tecnico, ha lo scopo, tramite le sue narrazioni, di contribuire a informare ancor più nel dettaglio il crescente pubblico interessato all'olivicoltura di frontiera, cosiddetta poiché posta oltre al 45° parallelo di latitudine Nord, e quindi al di sopra di quello che da molto tempo era considerato il limite settentrionale per la coltivazione dell'olivo. Un piccolo vantaggio tra i grandi problemi provocati dal cambiamento climatico in atto, di cui peraltro ormai tutti noi siamo testimoni.
Il libro è stato stampato a Pavia da Univers Edizioni ed è un volume omaggio, reperibile presso le principali biblioteche della zona e comunque per tutti online sul sito Programma di Sviluppo Rurale di Regione Lombardia e sulla pagina web dedicata al progetto.