Links condivisione social
Geomorfologia

Monitoraggio del permafrost in Trentino: pubblicato il report con i dati ventennali della rete scientifica

28 Luglio 2026
Articolo aggiornato:
Un tipico ambiente periglaciale alpino dove è presente permafrost: Cima Cavaion (3120 m s.l.m.) in Val di Peio.
Un tipico ambiente periglaciale alpino dove è presente permafrost: Cima Cavaion (3120 m s.l.m.) in Val di Peio.

Il terreno perennemente congelato che stabilizza i versanti e le creste rocciose sopra i 2.400 metri d'altitudine sta attraversando una fase di rapida trasformazione. Le indagini svolte sul campo nel 2025 e le serie storiche ultraventennali sono state raccolte nel report di 40 pagine intitolato "Il permafrost in Trentino", curato dal Servizio Geologico della Provincia autonoma di Trento in stretta collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente (DSTA) dell'Università di Pavia, la Fondazione Edmund Mach e il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell'Università di Padova.

Alla stesura del report ha contribuito, in particolare, per UniPv, il prof. Roberto Seppi.

L'apporto scientifico dell'Ateneo pavese si inserisce all'interno di una rete di monitoraggio capillare che analizza sia l'evoluzione delle temperature del suolo sia la dinamica dei depositi detritici sulle principali catene montuose del territorio: Adamello-Presanella, Ortles-Cevedale, Dolomiti e Lagorai.

L'estensione del fenomeno e i rischi idrogeologici

In Trentino il permafrost copre una superficie stimata di circa 150 chilometri quadrati, collocata tra i 2.400 e i 2.800 metri di quota a seconda dell'esposizione e del microclima, fino a raggiungere le cime più elevate. La mappa del territorio include oltre 700 rock glacier, imponenti ammassi di detriti e ghiaccio estesi per centinaia di metri. Tali strutture si spostano verso valle a una velocità variabile da pochi centimetri a diversi metri all'anno.

L'innalzamento delle temperature accelera il deterioramento del permafrost, determinando due criticità principali per l'ambiente alpino:

  • Stabilità dei versanti: il ghiaccio sotterraneo agisce da elemento legante per la roccia. La sua degradazione incrementa l'eventualità di frane e colate di detriti.
  • Risorse idriche: la fusione del ghiaccio contenuto nel terreno incide sulla disponibilità e sulla qualità delle riserve d'acqua in quota, un patrimonio idrico la cui dinamica richiede ulteriori approfondimenti.

Il rilievo sistematico della velocità dei rock glacier permette di individuare eventuali accelerazioni del movimento, offrendo strumenti per prevenire situazioni di dissesto.

La risposta delle fonti d'acqua e le linee di ricerca

I dati elaborati dal gruppo di ricerca evidenziano anche elementi di risposta dei sistemi naturali. Le sorgenti alimentate dal processo di fusione del permafrost, in particolare quelle collocate sulla superficie dei rock glacier ricchi di ghiaccio, mostrano una maggiore tenuta rispetto ai periodi prolungati di scarsità di precipitazioni. Tale capacità di compensazione rimane attiva fino a quando il ghiaccio si conserva all'interno del deposito.

Le attività di ricerca sul campo proseguiranno per chiarire un ulteriore quesito scientifico: verificare se, in determinate condizioni termiche costantemente inferiori allo zero, il ghiaccio sia in grado non solo di conservarsi ma anche di rigenerarsi.

Le metodologie di indagine integrate

Per tracciare l'evoluzione del permafrost, ricercatori e ricercatrici hanno affiancato alle tecniche di misura tradizionali strumenti di rilevamento di ultima generazione. Il protocollo operativo comprende:

  • il monitoraggio termico del suolo in superficie e in profondità, abbinato al rilievo dei parametri climatici;
  • le misurazioni dello spostamento dei rock glacier e le indagini geofisiche;
  • il campionamento e l'analisi chimico-fisica della qualità delle acque;
  • i rilievi da remoto effettuati mediante l'impiego di droni e i dati ricavati dal telerilevamento satellitare.

Il documento integrativo "Il permafrost in Trentino (Attività di monitoraggio 2025)" è liberamente accessibile e scaricabile online per il consulto da parte della comunità scientifica e della cittadinanza.