I gemelli digitali come nuovo strumento per lo studio delle fasi prodromiche di Alzheimer
La caratterizzazione delle fasi prodromiche di Alzheimer, ovvero quel periodo che precede la comparsa dei sintomi conclamati di demenza, è essenziale per una diagnosi precoce e per la programmazione di interventi personalizzati che possano essere più efficaci.
Uno studio coordinato da IRCCS Fondazione Mondino in collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia ha portato alla caratterizzazione avanzata dei pazienti in fase prodromica di Alzheimer combinando le informazioni provenienti dalla clinica (risonanza magnetica, elettroencefalografia, psicologia) con un metodo completamente nuovo, che è lo sviluppo dei “gemelli digitali” dei pazienti.
I gemelli digitali sono ricostruzioni matematiche della struttura del cervello, che permettono di studiare in modo completamente non invasivo i meccanismi che regolano la sua attività, o nel caso delle demenze, la sua disfunzione. I parametri derivati dai gemelli digitali hanno fornito nuovi biomarcatori personalizzati correlati al deterioramento cognitivo e, in combinazione con i dati sperimentali, hanno dimostrato una correlazione del 90% con la performance neuropsicologica dei pazienti.
I risultati di questa ricerca, parte del progetto “MEMENTO” finanziato dal Ministero della Salute (Ricerca Finalizzata Starting Grant 2021), sono stati recentemente pubblicati da due riviste del gruppo «Springer Nature» («Scientific Reports» e «Alzheimer’s Research and Therapy»).
Lo studio è stato condotto dalla dott.ssa Anita Monteverdi (principal investigator presso il Digital Neuroscience Centre), con la coordinazione clinica del dott. Matteo Cotta Ramusino (Clinical Neuroscience of Dementia) e della dott.ssa Francesca Conca (University Institute of Advanced Studies), e in stretta collaborazione con i team dell’Università di Pavia (prof. Egidio D’Angelo, prof.ssa Claudia Gandini Wheeler-Kingshott, prof.ssa Fulvia Palesi), di Neuroradiologia (prof.ssa Anna Pichiecchio), di Neurofisiopatologia (prof. Michele Terzaghi) e dei centri di Deterioramento Cognitivo e Demenze (prof. Alfredo Costa e prof. Stefano Cappa).
Un ringraziamento a tutti i ricercatori e ai partecipanti che hanno consentito di raggiungere questi risultati, che offrono una nuova prospettiva per la diagnosi precoce e un futuro piano terapeutico personalizzato.
Per un approfondimento, di seguito i link agli articoli:
- Alterations in topological and dynamical parameters correlate with disease biomarkers and neuropsychological scores in prodromic stages of dementia
Monteverdi A, Ramusino MC, Conca F, Manzon S, Redolfi A, Lupi E, De Grazia M, Lorenzi RM, Gaviraghi M, Mazzocchi L, Farina LM, Costa A, Pichiecchio A, Cappa SF, Wheeler-Kingshott CAMG, Palesi F, D'Angelo E. Sci Rep. 2026 Jun 8. doi: 10.1038/s41598-026-56387-8. - Virtual brain and electroencephalography explain the variance of memory alterations in mild cognitive impairment
Monteverdi A, Cotta Ramusino M, Conca F, Augello A, Totaro C, Grasso PA, Castelnovo A, Lorenzi RM, Terzaghi M, Farina LM, Costa A, Pichiecchio A, Cappa SF, Gandini Wheeler-Kingshott C, Palesi F, D'Angelo E. Alzheimers Res Ther. 2026 Jun 20. doi: 10.1186/s13195-026-02114-4.