Pavia Globale: volti e storie per raccontare un’Università aperta al mondo
(English below) Il 21 settembre, in occasione della Welcome Week, sarà inaugurata nei Cortili dell’Università di Pavia la mostra fotografica "Pavia Globale – Integrazione, identità e comunicazione visiva nella città contemporanea". Un progetto che utilizza la fotografia come strumento di inclusione, conoscenza reciproca e dialogo tra culture e che continuerà a crescere grazie alla partecipazione della comunità universitaria.
Raccontare la dimensione internazionale di Pavia attraverso le persone che ogni giorno la vivono, studiano e lavorano in città. È questo il cuore di "Pavia Globale", progetto ideato dal fotogiornalista Cyr Bankole, con la direzione tecnica di Paolo Torres – Studio Fotografico Torres | Pavia Press, e sviluppato in collaborazione con Daniela Boggiani del Servizio Comunicazione e con l’Area Relazioni Internazionali dell’Università di Pavia.
La mostra sarà inaugurata lunedì 21 settembre 2026 nei Cortili dell’Università di Pavia, in Corso Strada Nuova 65, durante la Welcome Week, ed è inoltre inserita nel programma del Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ 2026 (8/11 ottobre), con l’obiettivo di promuovere un dialogo tra mobilità internazionale, accoglienza e conoscenza delle differenze, contribuendo alla costruzione di una cultura dell’incontro e di nuove "Geografie di pace".
La fotografia come strumento di inclusione
Alla base di Pavia Globale c’è l’esperienza personale e professionale di Cyr Bankole, nato in Benin e oggi residente a Pavia, dove lavora come fotogiornalista presso lo studio del fotografo Paolo Torres. Per Bankole la comunicazione visiva rappresenta uno strumento di impegno civile: il suo obiettivo è metterla al servizio della comunità per costruire ponti tra culture diverse.
Da questa visione nasce un progetto che sceglie di mettere al centro le persone. Non soltanto volti da fotografare, ma storie, percorsi di vita ed esperienze capaci di raccontare cosa significhi vivere, studiare e costruire relazioni in una città universitaria sempre più internazionale.
"Pavia Globale" intende valorizzare la presenza di studentesse e studenti provenienti da diverse parti del mondo, promuovendo un senso di appartenenza condiviso e una rappresentazione positiva della multiculturalità. La diversità viene proposta non come elemento di distanza, ma come risorsa concreta per il territorio e per la comunità.
Volti, esperienze e identità
Il linguaggio scelto è quello immediato della fotografia. Ogni partecipante viene raccontato attraverso il proprio volto e gli indumenti e oggetti tipici del proprio paese di origine allo scopo di creare un dialogo visivo tra identità e culture differenti.
Ne nasce un mosaico di persone che restituisce l’immagine di un Ateneo e di una città attraversati da esperienze internazionali, percorsi di mobilità e incontri. La fotografia diventa quindi un mezzo per superare stereotipi, favorire la conoscenza reciproca e rendere visibile una comunità plurale.
Un progetto che continua durante la Welcome Week
L’inaugurazione del 21 settembre sarà solo l’inizio: durante la Welcome Week, una postazione fotografica nei Cortili dell’Ateneo permetterà a nuove studentesse e nuovi studenti di contribuire al progetto con il proprio volto e la propria storia, rendendo Pavia Globale un progetto in progress e partecipativo.
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Pavia Globale: Faces and Stories of a University Open to the World
On 21 September, as part of Welcome Week 2026, the courtyards of the University of Pavia will host the opening of the photographic exhibition “Pavia Globale – Integration, Identity and Visual Communication in the Contemporary City.” The project uses photography as a tool for inclusion, mutual understanding and intercultural dialogue, and will continue to grow through the participation of the university community.
Telling the story of Pavia’s international dimension through the people who live, study and work in the city every day: this is at the heart of Pavia Globale, a project conceived by photojournalist Cyr Bankole, under the technical direction of Paolo Torres – Studio Fotografico Torres | Pavia Press, and developed in collaboration with Daniela Boggiani of the Communication Service and the International Relations Area of the University of Pavia.
The exhibition will officially open on Monday, 21 September 2026, in the courtyards of the Statues, University of Pavia, Corso Strada Nuova 65, during Welcome Week. It is also included in the programme of the IT.A.CÀ Festival of Responsible Tourism 2026 (8–11 October), with the aim of fostering dialogue between international mobility, welcoming practices and an understanding of differences, while contributing to a culture of encounter and to the creation of new “Geographies of Peace.”
Photography as a Tool for Inclusion
At the heart of Pavia Globale is the personal and professional experience of Cyr Bankole, who was born in Benin and now lives in Pavia, where he works as a photojournalist at photographer Paolo Torres’s studio. For Bankole, visual communication is a form of civic engagement: his aim is to place it at the service of the community and use it to build bridges between different cultures.
The chosen language is the immediate and universal language of photography. Each participant is portrayed through their face, as well as traditional clothing and objects from their country of origin, creating a visual dialogue between different identities and cultures.
Pavia Globale aims to highlight the presence of students from different parts of the world, fostering a shared sense of belonging and a positive representation of multiculturalism. Diversity is presented not as something that creates distance, but as a tangible resource for both the local area and the wider community.
Faces, Experiences and Identities
The project uses the immediate and universal language of photography. Each participant is portrayed through their face and a brief personal story. The concept also includes a symbolic element connected to each participant’s country of origin, placed within the Pavia setting to create a visual dialogue between different identities and cultures.
The result is a mosaic of people that portrays a university and a city shaped by international experiences, mobility and encounters. Photography thus becomes a means of challenging stereotypes, encouraging mutual understanding and making a diverse and inclusive community visible.
A Project that Continues during Welcome Week
The opening on 21 September will be only the beginning. During Welcome Week, a dedicated photo station in the University courtyards will give new international students the opportunity to contribute to the project with their own portrait and personal story, making Pavia Globale an evolving and participatory project.
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