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Cooperazione internazionale

Giornate 2025 del CUIA: tra Italia e Argentina, la cooperazione al servizio di ricerca, formazione e futuro

2 Dicembre 2025
Articolo aggiornato:
Foto di gruppo dei partecipanti alle Giornate del CUIA 2025 all'Università di Pavia

Educazione, ricerca, crescita professionale e costruzione di nuove prospettive. La cooperazione accademica tra Italia e Argentina supera il tempo e le distanze, rinnovando un’amicizia che unisce i due Paesi da una sponda all’altra dell’oceano. 

È questo lo spirito delle Giornate 2025 del CUIA in Italia, che dal 27 al 29 novembre hanno riunito ricercatori, istituzioni e università italiane e argentine per condividere progetti, sfide e risultati di una collaborazione che continua a evolversi e a generare nuove opportunità. La tre giorni ha riunito a Pavia rappresentanti del progetto, istituzioni e ricercatori di università italiane e argentine, protagonisti di incontri, workshop e presentazioni finalizzate a illustrare la collaborazione accademica tra i due Paesi.

L'Ambasciatore: "Opportunità di crescere insieme"

L’apertura dei lavori si è tenuta giovedì 27 novembre nella storica Aula Scarpa, con l’intervento dell’Ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia, Marcelo Martin Giusto

«Argentina e Italia sono unite da una storia fatta di affetti e migrazioni. Condividiamo una visione comune del futuro, che si costruisce giorno dopo giorno in spazi come questo, dove il dialogo si trasforma in conoscenza, collaborazione e opportunità per le nostre società. Il CUIA è uno dei simboli più solidi e tangibili di questa cooperazione bilaterale tra università, ricercatori, docenti e studenti dei due Paesi. Abbiamo un’architettura di cooperazione universitaria unica e dobbiamo esserne orgogliosi, prendercene cura e ampliarla. Oggi è fondamentale riconoscere il lavoro svolto in oltre vent’anni, che si integra con l’agenda dei rispettivi governi, manifestazione concreta del valore che le nostre nazioni attribuiscono a istruzione, scienza e cultura, pilastri fondamentali dello sviluppo». 

Cooperazione e mobilità internazionale sono i pilastri di questo percorso condiviso: «Il CUIA – ha aggiunto l’Ambasciatore – è uno spazio di scambio, articolazione universitaria e diplomazia scientifica, che promuove progetti e collaborazioni capaci di offrire a giovani ricercatori e studenti argentini e italiani l’opportunità di formarsi, lavorare e crescere insieme».

Come ha ricordato il Console Manrique Lucio Altavista (Consolato Generale della Repubblica Argentina a Milano) «in nord Italia vivono tra 90mila e 100 mila argentini. Molti di loro sono qui per studiare, così come ci auguriamo che molti giovani italiani scelgano l’Argentina per approfondire le proprie conoscenze grazie ai programmi di cooperazione attivi». 

Altavista sottolinea il “bisogno reciproco di scambiare conoscenza e alimentare le radici condivise di storia e futuro”, in linea con le parole del Rettore dell’Università di Pavia, Alessandro Reali

«Questa amicizia duratura - afferma - offre l'opportunità preziosa di allargare i nostri orizzonti, per imparare da culture e esperienze diverse. Il CUIA senz’altro sempre stato prodigo di iniziative in questa direzione. questo momento non è solo una celebrazione del passato che ci unisce ma orientato a ciò che di bello si può fare insieme e per i giovani, per il loro futuro».

Il tavolo dei relatori durante l'incontro delle Giornate del CUIA. Primo a sinistra il Rettore UniPv Alessandro Reali

Un ponte tra Italia e Argentina

Salvatore Barba (Addetto Scientifico dell’Ambasciata d’Italia in Argentina), Emanuele Tondi (Presidente CUIA) e Carla Masi Doria (Direttrice del CUIA) hanno quindi offerto una panoramica su percorso e prospettive di cooperazione accademica, in ambito educativo, aerospaziale e culturale. Ne sono un esempio le attività condotte dalle Scuole Superiori CUIA, specializzate in Diritto, Politiche, Economia e Società (DISPES), Bioscienze e Biotecnologie (BIOS), Patrimonio Culturale (PACU) e Scienze e Tecnologie (TECS), presentate nella seconda giornata del convegno.

In questo panorama, l'Università di Pavia - sede dell’evento per questa edizione - si distingue per la grande attività di internazionalizzazione condotta nel tempo, che trova nell’Argentina un partner prezioso. Negli ultimi quindici anni, l’Ateneo lombardo ha stipulato dodici accordi con altrettanti atenei argentini, avviando programmi di scambio studentesco, tirocini, accordi di doppio titolo e progetti internazionali. 

Come ha ricordato Marco Missaglia (delegato del Rettore per America e Medio Oriente in UniPv), «la maggior parte delle collaborazioni con l’accademia argentina riguarda le facoltà di scienze dure, mentre la mobilità studentesca interessa principalmente i settori delle scienze sociali e socio-umanistiche. C’è spazio per proseguire e crescere in entrambe le direzioni».

Moving Italianness: un circolo virtuoso

Nel contesto delle Giornate del CUIA si è dato grande risalto al progetto Moving Italianness, finanziato dal MUR nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 – Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, Sottoinvestimento T4 “Iniziative Transnazionali in materia di istruzione”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. Il progetto è coordinato dal CUIA e prevede lo scambio di ricercatori e ricercatrici, docenti e studenti tra 13 università italiane e più di 50 atenei argentini, su tematiche che spaziano trasversalmente in molti ambiti scientifici e umanistici. Le Giornate del CUIA sono state il momento ideale per fare il punto sulle azioni che si stanno svolgendo, sulle tematiche affrontate e sugli scambi avvenuti. 

Come sottolinea Silva Bortolussi (referente del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Giornate CUIA all’Università di Pavia) «La circolarità degli scambi scientifici è l'elemento che meglio definisce il proficuo rapporto tra Italia e Argentina, con benefici in termini di risultati accademici, progresso e crescita professionale. Questi elementi di valore caratterizzano anche le attività del CUIA e costituiscono un obiettivo centrale del progetto Moving Italianness, dove mobilità e collaborazione internazionale sono la base per costruire un futuro in cui la conoscenza circola liberamente, generando nuove opportunità e progetti condivisi».

È il caso di Ricardo Ramos, ricercatore di origine argentina oggi in servizio all’Università di Pavia, dove in collaborazione con colleghi italiani e argentini si dedica allo studio di forme innovative di radioterapia. Il suo percorso è iniziato alla Universidad Nacional de San Martín (UNSAM) di Buenos Aires, dove ha conseguito il dottorato. Dopo un'esperienza in Francia, ha svolto un periodo di ricerca post-dottorato nell’ambito del progetto di Regione Lombardia INSPIRIT e ha poi vinto un grant giovani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Sezione di Pavia, per condurre studi sugli effetti delle particelle cariche pesanti in astronautica. Ha consolidato la sua carriera vincendo un concorso come ricercatore tenure track presso il Dipartimento di Fisica “Alessandro Volta” dell’Ateneo pavese, dove ha stabilito la sua linea di ricerca. Nel mese di dicembre tornerà in Argentina, per un periodo di mobilità dedicato a ricerca e insegnamento che svolgerà presso UNSAM, l’ateneo da cui era partito. 

«La sua storia - commenta Bortolussi - è l'esempio perfetto di come la cooperazione scientifica tra Italia e Argentina in questo settore sia progredita negli anni, generando risultati di crescente rilevanza e alimentando un circolo virtuoso per tutte le istituzioni coinvolte, con vantaggi per entrambi i paesi e ricadute concrete per il presente e futuro dei giovani ricercatori».