Donne in Agricoltura: la Prof.ssa Maria Sassi rappresenta l’Università di Pavia alla tavola rotonda del convegno SIDEA 2025
Il 4 luglio 2025, nell’ambito del convegno congiunto SIDEA–SIEA–CESET 2025, si è tenuta presso l’Università del Sannio a Benevento la tavola rotonda “Donne in agricoltura: il contributo delle donne nella costruzione di un ecosistema agricolo sostenibile”.
L’incontro ha riunito accademici, esponenti delle principali organizzazioni agricole femminili italiane e rappresentanti delle istituzioni di ricerca. Un’occasione di confronto interdisciplinare su questioni cruciali: il ruolo delle donne nei sistemi agricoli contemporanei, lo sviluppo rurale inclusivo, la leadership femminile nella transizione ecologica e le prospettive della cooperazione internazionale.
Hanno preso parte alla discussione:
- Prof. Marcello De Rosa, Università di Cassino e del Lazio Meridionale
- Prof.ssa Maria Sassi, Università di Pavia
- Alessandra Oddi Baglioni, Confagricoltura Donne
- Maria Francesca Serra, Coldiretti Donne
- Pina Terenzi, CIA – Donne in Campo
- Dott.ssa Catia Zumpano, CREA – Centro Politiche e Bioeconomia
- Moderatore: Prof. Stefano Corsi, Università degli Studi di Milano
Tra i contributi più significativi, l’intervento della Prof.ssa Maria Sassi (Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali – Università di Pavia) ha offerto una lettura critica e prospettica del ruolo delle donne nell’agricoltura africana, sottolineando lo scarto profondo tra responsabilità produttiva e potere decisionale.
«Le donne producono cibo, ma raramente decidono come produrlo» – ha affermato Sassi – «Ed è proprio in questo spazio di esclusione che l’università deve intervenire: per rafforzare capacità, creare alleanze e redistribuire potere.»
La Professoressa ha illustrato le quattro missioni strategiche dell’Università nella promozione di sistemi agricoli sostenibili e gender-inclusive:
- Didattica interdisciplinare orientata alla sostenibilità e all’equità;
- Coproduzione della conoscenza con le comunità locali;
- Terza missione territoriale, per accompagnare i processi di trasformazione dal basso;
- Diplomazia scientifica, per promuovere reti internazionali, giustizia sociale e dialogo interculturale.
Un focus rilevante è stato dedicato al ruolo strategico dell’Italia nella cooperazione internazionale:
«L’Italia può diventare un ponte tra Europa e Africa, non solo per la sua posizione geografica, ma anche grazie a un capitale accademico, culturale e umano di valore. Le università italiane, se adeguatamente coordinate, possono svolgere un ruolo chiave nel generare ricerca condivisa, formare competenze transnazionale e creare alleanze accademiche solide con atenei africani favorendo transizioni agricole giuste e inclusive.»
A sostegno di questa visione, la Prof.ssa Sassi ha ricordato l’operato del Coordinamento Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo (CUCS), promosso dalla CRUI, che rappresenta uno strumento fondamentale per aggregare conoscenze e azioni delle università italiane nei processi di cooperazione allo sviluppo. In particolare, ha evidenziato l’importanza dei progetti finanziati dal PNRR come UNITAFRICA e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), incentrati su concetti chiave come mutual learning e co-creazione, che favoriscono la creazione di ponti strategici tra Italia e Africa e sinergie tra università, ONG, imprese e istituzioni africane.
«Non si tratta di esportare modelli, ma di costruire insieme soluzioni nei territori. L’innovazione non può restare confinata ai laboratori: deve essere co-generata dove le sfide dello sviluppo si giocano quotidianamente.»
A conclusione del suo intervento, la Prof.ssa Sassi ha indicato tre azioni concrete che le università italiane possono implementare per rafforzare il ruolo delle agricoltrici nei contesti africani:
- Sostenere la formazione e lo scambio tra pari per le donne rurali, promuovendo percorsi orizzontali di apprendimento;
- Creare spazi strutturati di dialogo tra agricoltrici, università e istituzioni locali;
- Promuovere partenariati accademici e territoriali gender-responsive, capaci di integrare ricerca, formazione e trasformazione sociale.
La partecipazione della Prof.ssa Maria Sassi alla tavola rotonda SIDEA 2025 conferma l’impegno dell’Università di Pavia nella promozione della sostenibilità, dell’equità di genere e della cooperazione internazionale, in linea con la propria vocazione multidisciplinare e il proprio ruolo attivo nei processi di sviluppo globale.