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In memoria

Addio ad Adriano Peroni, riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi storici dell’arte medievale

25 Agosto 2025
Articolo aggiornato:
Adriano Peroni

La comunità universitaria pavese esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Adriano Peroni, riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi storici dell’arte medievale.

Nato a Carpenedolo in provincia di Brescia nel 1931, studente a Pavia presso il Collegio Borromeo, Adriano Peroni è allievo di Edoardo Arslan, con cui si laurea con una tesi su Pellegrino Tibaldi. Presto attratto da argomenti medievistici, negli anni Sessanta Peroni scrive due opere tuttora fondamentali: San Michele di Pavia (Milano 1967) rigorosa indagine del massimo capolavoro del romanico pavese, su cui lo studioso tornerà in molte altre occasioni; e Oreficerie e metalli lavorati tardoantichi e altomedievali del territorio di Pavia (Spoleto 1967). L’attività scientifica e didattica universitaria convive a lungo, negli anni Sessanta e Settanta, con la direzione dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia, di cui Peroni redige nel 1975 il catalogo delle opere. In questa stagione è inestimabile il suo contributo alla storia dell’arte dell’altomedievo, attraverso studi che aprono vie nuove alla ricerca, ad esempio sugli stucchi ottoniani della basilica milanese di Sant’Ambrogio (nel Kolloquium über Spätantike und Frühmittelalterliche Skulptur del 1972), o sul San Salvatore di Brescia, ricerche queste ultime confluite anche in un famoso Seminario Internazionale tenutosi nel giugno del 1981 sotto la direzione di Adriano Peroni e Florentine Mütherich.

L'assoluto rigore filologico di scuola pavese si coniuga in Peroni con una grande competenza sugli aspetti materiali, cantieristici, industriali della produzione artistica, e con la curiosità e apertura verso le nuove metodologie di indagine, e va anche a suo merito che Pavia e Lomello siano stati tra i primi contesti in Italia ad essere indagati, tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta, dalla giovane disciplina dell’archeologia medievale, si pensi alla sua riscoperta dell’oratorio del monastero longobardo di Santa Maria Teodote.

Docente a Pavia di Storia dell’arte medievale e moderna, diventando Professore Ordinario nel 1977, Peroni si trasferisce nel 1985 all’Università di Firenze dove insegna fino al 2004 (Emerito dal 2006). Sono di questo periodo gli studi fondamentali sul romanico spoletino, sulla scultura e l’architettura della cattedrale di Modena, sulla cattedrale di Trento, e sulla cattedrale di Pisa per cui cura l’edizione in tre volumi dei Mirabilia Italiae nel 1995, senza che venga mai meno il suo interesse per la cultura artistica longobarda, carolingia e ottoniana in area lombarda.

Adriano Peroni è stato capace di allargare costantemente e fino all’ultimo gli orizzonti della sua ricerca, spaziando dallo studio delle oreficerie longobarde ad Arnolfo di Cambio architetto, dalla scultura romanica al ruolo sociale dell’artista nel medioevo. Un medioevo che Peroni ci ha saputo raccontare come pochi altri. Ironico e affabile, non cattedratico, curioso anche delle persone, lo si trovava sempre disponibile all'aiuto e al colloquio, senza preclusioni che non fossero per la serietà e l'indipendenza degli studi. Così lo ricordano le persone che l'hanno conosciuto.