Archeologia musicale e innovazione: l’Università di Pavia protagonista al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
Sabato 17 gennaio 2026, presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, si è svolto un seminario pubblico di discussione dal titolo “Suoni dall’antichità: Progetti di archeologia musicale al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali”.
La giornata ha presentato al grande pubblico i progetti che il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (sede di Cremona), l’Accademia Austriaca di Scienze (Vienna) e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (sede di Ravenna) stanno svolgendo presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali allo scopo di studiare e valorizzare la collezione di strumenti musicali archeologici di età romana conservati presso tale istituzione.
Durante la giornata sono stati presentati i primi risultati della campagna diagnostica sulle tibiae Gorga (inv. 936 e 937), alla quale collaborano ben tre Dipartimenti dell’Università di Pavia con i rispettivi laboratori: il Laboratorio Arvedi (Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali), il Computer Vision and Multimedia Lab (Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione) e il ProtoLab (Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura).
L’incontro è stato aperto dai saluti di Sonia Martone, Direttrice del Museo Nazionale di Strumenti Musicali, e di Marco Malagodi, Delegato UniPv a Musei, Biblioteche e Archivi.
Nel corso dei lavori, Eleonora Rocconi ha approfondito il valore della collezione di strumenti archeologici del MNSM. Tra i momenti salienti, Giacomo Fiocco ha illustrato i risultati delle indagini scientifiche non invasive sulle tibiae Gorga, mentre Piercarlo Dondi e Stefania Marconi hanno mostrato le potenzialità della modellazione e della stampa 3D applicate alle tibiae Gorga. Il respiro internazionale della ricerca è stato testimoniato dagli interventi di Stefan Hagel e Kamila Wysłucha sul recupero dei doppi flauti di area vesuviana, prima della chiusura affidata a Donatella Restani e Giovanna Casali, che hanno presentato gli sviluppi del progetto RIMAnt per il Museo.