L’Università di Pavia in Giappone per rafforzare i legami nel campo della ricerca scientifica e delle relazioni interculturali
(English below) L’Università di Pavia fa tappa in Giappone per rafforzare i legami nel campo della ricerca scientifica e delle relazioni interculturali. Dal 11 al 18 aprile 2026, la delegazione composta dal prof. Marco Racchi (Delegato del Rettore per gli Affari internazionali in Asia e Oceania) e dalla prof.ssa Caterina Temporini (Dipartimento di Scienze del Farmaco) ha partecipato ad una serie di incontri scientifici e istituzionali. L’obiettivo? Aprire nuove relazioni di scambio con istituzioni giapponesi, che andrebbero ad arricchire la solida rete di collaborazioni già avviate, come scambi accademici, accordi di ricerca e partnership interateneo.
La visita ha toccato le province di Osaka, considerata polo di riferimento commerciale e industriale del paese, e Kyoto, antica capitale nipponica e polo culturale. A Hirakata (prefettura di Osaka) la delegazione pavese ha partecipato al convegno Biomed2026 organizzato dalla Setsunan University e dalla Kansai Medical University nei rispettivi campus. L'incontro è stato occasione per delineare con quest’ultima un accordo tra il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Pavia (di cui Temporini è responsabile scientifica) e il Department of Biomedical Engineering Center della Kansai Medical University (con responsabile scientifico prof. Giuseppe Pezzotti, direttore del dipartimento) che sarà firmato a breve. Questo primo passo pone le basi per un accordo più ampio che coinvolgerà le due scuole di medicina e un possibile doppio titolo di dottorato in Scienze Biomediche.
Nei giorni successivi, la delegazione è stata accompagnata dal Console Generale d'Italia a Osaka Dott. Filippo Manara presso il Nakanoshima Qross, polo innovativo dedicato allo sviluppo e all’industrializzazione della medicina del futuro.
La fondazione riunisce in un’unica struttura istituzioni sanitarie, imprese, start-up e organizzazioni di supporto, favorendo collaborazione tra ricerca e industria. L'incontro ha aperto la strada a nuove opportunità di collaborazione nell'ambito della ricerca sulla riparazione tissutale basata sull'uso di cellule staminali riprogrammate.
Infine la delegazione ha incontrato la prof.ssa Mikako Hayashi, Vice Rettrice con delega agli affari internazionali dell'Università di Osaka, ponendo le basi per future collaborazioni, a partire dalla School of foreign studies. Qui gli studenti possono frequentare un corso di lingua e cultura italiana, che offrirebbe possibili connessioni con le lauree umanistiche UniPv. L’interesse espresso dall'Università di Osaka si estende inoltre ai corsi di medicina e alle competenze nel campo dell'ingegneria sismica maturate a Pavia tra università e centri di eccellenza.
«È stata una settimana intensa e densa di incontri - commenta il prof. Racchi - che ha posto le basi per diverse connessioni Italia-Giappone su un ampio range di tematiche. Sono particolarmente fiducioso sulla possibilità di attrarre studenti presso le nostre lauree umanistiche, ma non solo. Occasioni di scambio come queste servono a costruire ponti: ora è il momento di attraversarli e trasformarli in opportunità concrete».
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The University of Pavia in Japan to strengthen ties
in scientific research and intercultural relations
The University of Pavia has made a stop in Japan to strengthen ties in the fields of scientific research and intercultural relations. From 11 to 18 April 2026, the delegation composed of Prof. Marco Racchi (Rector’s Delegate for International Affairs in Asia and Oceania) and Prof. Caterina Temporini (Department of Drug Sciences) took part in a series of scientific and institutional meetings. The goal? To open new exchange relations with Japanese institutions, further enriching an already solid network of collaborations, including academic exchanges, research agreements and inter-university partnerships.
The visit included the provinces of Osaka, considered one of the country’s main commercial and industrial hubs, and Kyoto, Japan’s ancient capital and cultural centre. In Hirakata (Osaka Prefecture), the delegation from Pavia participated in the Biomed2026 conference organised by Setsunan University and Kansai Medical University at their respective campuses. The meeting provided the opportunity to outline an agreement with Kansai Medical University between the Department of Drug Sciences of the University of Pavia (for which Prof. Temporini is scientific coordinator) and the Department of Biomedical Engineering Center of Kansai Medical University (with Prof. Giuseppe Pezzotti, Head of the Department, as scientific coordinator), which will be signed shortly. This first step lays the foundations for a broader agreement involving the two medical schools and a possible joint PhD degree in Biomedical Sciences.
In the following days, the delegation was accompanied by the Consul General of Italy in Osaka, Dr Filippo Manara, to Nakanoshima Qross, an innovative hub for the development and industrialisation of the medicine of the future. The foundation brings together healthcare institutions, companies, start-ups and support organisations under one roof, fostering collaboration between research and industry. The meeting opened the way to new opportunities for cooperation in tissue repair research based on the use of reprogrammed stem cells.
Finally, the delegation met Prof. Mikako Hayashi, Vice President for International Affairs at Osaka University, laying the groundwork for future collaborations, starting with the School of Foreign Studies. Here, students can attend courses in Italian language and culture, which could create potential links with UNIPV humanities degree programmes. The interest expressed by Osaka University also extends to medical courses and to expertise in seismic engineering developed in Pavia through the University and its centres of excellence.
«It was an intense and productive week of meetings,» commented Prof. Racchi, «which laid the foundations for several Italy-Japan connections across a wide range of topics. I am particularly confident about the possibility of attracting students to our humanities degree programmes, but not only. Exchange opportunities such as these help build bridges: now is the time to cross them and turn them into concrete opportunities.»