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Formazione

Emergenze in volo: incapacità dei piloti, master in medicina tattica in azione

13 Maggio 2026
Articolo aggiornato:
Le studentesse e gli studenti del Master in Medicina Tattica all'aeroporto di Novi Ligure durante la formazione.

Nel mese di maggio, gli studenti del Master in Medicina Tattica hanno avuto l’opportunità di partecipare, presso l’aeroporto di Novi Ligure, a una lezione teorico-pratica dedicata ai principi fondamentali del pilotaggio in condizioni di emergenza, in particolare nei casi di incapacità improvvisa dei piloti dovuta a perdita di coscienza o malore.

«L’iniziativa trae origine da due esperienze: una di carattere personale e l’altra legata a un noto disastro aereo» - ha dichiarato Vincenzo Vanni, coordinatore e progettista del programma del Master.

Partendo da quest’ultima, il volo Helios Airways 522, precipitato il 14 agosto 2005 nei pressi di Grammatiko, in Grecia, è tristemente ricordato come il “volo fantasma”. L’incidente fu causato dall’incapacità dell’equipaggio di gestire un problema di pressurizzazione, che portò alla perdita di coscienza di tutte le persone a bordo.

Un assistente di volo, rimasto cosciente grazie all’utilizzo di una bombola portatile di ossigeno, tentò inutilmente di assumere il controllo dell’aeromobile negli ultimi istanti prima dell’impatto. Tuttavia, non possedeva le competenze necessarie per utilizzare la radio di bordo e stabilire un contatto con i velivoli militari che stavano affiancando l’aereo.

Sulla scia di tale evento, una nota rivista pubblicò un articolo corredato da un test condotto presso un simulatore di volo, nel quale un giornalista, guidato via radio, riusciva a impostare il pilota automatico e ad atterrare. Tale rappresentazione risultava tuttavia fuorviante e non aderente alla realtà operativa.

«Per verificarne la fondatezza, ho organizzato un esperimento analogo presso un centro di simulazione di volo, introducendo però condizioni realistiche» prosegue Vincenzo Vanni. 

Sono stati coinvolti dodici partecipanti, di età e professioni differenti, ai quali non è stato fornito alcun dettaglio preliminare sul test fino al briefing iniziale. Ciascuno, a turno, è stato fatto entrare nella cabina di pilotaggio, dove l’istruttore simulava lo stato di incoscienza del pilota, limitandosi a garantire l’integrità della strumentazione.

Le prove, interamente documentate tramite registrazione video, hanno evidenziato un esito inequivocabile: nessun partecipante è stato in grado di individuare la radio di bordo, né tantomeno di selezionare il canale di emergenza. Ciò ha dimostrato come l’esperimento divulgato dalla rivista fosse privo di attendibilità.

«La seconda esperienza, di natura personale, si è svolta durante una missione in aeroambulanza. L’equipaggio era composto da due piloti, un’infermiera e il sottoscritto» racconta Vincenzo Vanni. 

Il volo, con partenza dall’aeroporto di Milano-Linate, prevedeva diverse tratte per una durata complessiva di 33 ore, con pernottamento a Istanbul per consentire il riposo dei piloti».

Prima di raggiungere l’hotel, l’equipaggio decise di effettuare il rifornimento dell’aeromobile, al fine di ottimizzare i tempi di ripartenza il giorno successivo. Durante la fase di rullaggio, tuttavia, si verificò una fuoriuscita di carburante dai serbatoi alari. L’infermiera, accortasi dell’anomalia, si slacciò la cintura di sicurezza e segnalò con preoccupazione la perdita. Il comandante la rassicurò, spiegando che non era possibile fornire immediatamente chiarimenti a causa delle operazioni in corso, ma che avrebbe successivamente illustrato la situazione.

Questo episodio, insieme ad altri analoghi, ha evidenziato in maniera sempre più chiara la carenza di preparazione del personale sanitario operante in ambito aeronautico, qualora non adeguatamente formato.

Alla luce di queste esperienze, si è ritenuto opportuno offrire agli studenti del Master una formazione di base sul volo.

La giornata formativa si è articolata in due momenti distinti: una prima fase teorica, dedicata alla conoscenza della strumentazione di bordo, alle procedure di controllo pre-volo, alle comunicazioni radio e ai principali fondamenti della navigazione; e una seconda fase pratica, durante la quale gli studenti hanno potuto eseguire, sotto la supervisione di un istruttore, le verifiche preliminari, il decollo, il circuito di traffico e l’atterraggio.

Il Master si conferma così un percorso formativo capace di offrire esperienze altamente qualificanti e multidisciplinari, contribuendo in modo significativo alla preparazione professionale dei partecipanti.

Per coloro che desiderino approfondire la tematica, è possibile visualizzare di seguito un breve corso esplicativo, nel quale vengono illustrati i principali elementi operativi: l’ubicazione della radio di bordo, le modalità di selezione del canale dedicato alle comunicazioni di emergenza e le procedure per l’impostazione del pilota automatico, in grado di condurre l’aeromobile verso l’aeroporto più vicino ed eseguire l’atterraggio in modalità automatizzata.

Di seguito alcuni scatti della giornata di formazione.