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Hackathon

Team con studenti di UniPv vince la sfida per ripensare servizi e luoghi di comunità dal punto di vista dei più piccoli

6 Novembre 2026
Articolo aggiornato:
Foto del Team 1° classificato

Come si progetta una città realmente inclusiva? E cosa cambierebbe se a guidare la progettazione di spazi e servizi fossero anche i bisogni, le esperienze e le percezioni dei più piccoli? 

Da queste domande è partita la sfida della seconda edizione dell’hackathon “Talenti STEM per l’Innovazione Sociale”, promosso da Fondazione Triulza e Fondazione Cariplo, che ha coinvolto circa 90 studenti e studentesse di sei Atenei e un ITS in un intenso percorso di progettazione collaborativa dedicato al tema delle “Tecnologie per città che ascoltano. Ripensare spazi, servizi e comunità attraverso le STEM” che si è svolto lo scorso 29 ottobre presso MIND Milano Innovation District.

Per una giornata, i partecipanti - con competenze prevalentemente in discipline  STEM ma anche in ambito umanistico - hanno lavorato in 15 team affiancati da mentor, esperti ed esperte di innovazione, tecnologia, educazione e progettazione sociale e urbana, sviluppando idee e soluzioni capaci di mettere al centro il punto di vista di bambini e bambine tra 0 e 6 anni; una popolazione i cui bisogni, aspettative ed esperienze quotidiane faticano a essere raccolti, interpretati e tradotti in strumenti utili alla progettazione e alla trasformazione degli spazi urbani e dei servizi di comunità.

La challenge invitava i gruppi a immaginare strumenti, tecnologie, piattaforme, servizi o nuovi modelli di intervento in grado di raccogliere, comprendere e rappresentare il punto di vista dei bambini e delle bambine oppure di utilizzare tali conoscenze per progettare e/o trasformare spazi e servizi più accessibili, accoglienti e inclusivi. I giovani hanno proposto applicazioni, app e dispositivi, anche fisici, governati da IA, sensori e altre tecnologie con l’obiettivo di dar voce ai bambini attraverso le loro esperienze di gioco e di fruizione di spazi pubblici come parchi, musei, servizi ludici ed educativi. Le attività e le interazioni dei bambini rilevate vengono tradotte in dati, mappe e informazioni utili per rendere migliori, più inclusivi e vivibili i luoghi e la loro fruizione da parte dei piccoli e delle loro famiglie.

Il progetto primo classificato, premiato con un voucher del valore complessivo di 1.200 euro , è stato “Piccole Voci in Città”, ideato da ImagineHall, team formato da sei studenti e studentesse di Università di Pavia, Politecnico di Milano e Università di Milano.  

Gli studenti di Pavia che facevano parte della squadra sono stati Stefano Marcandalli (Laurea Magistrale in Cognitive Psychology and Neuroscience) e Ali Akhgari (Laurea Magistrale Industrial Automation Engineering). 

“Piccole Voci in Città” prevede il posizionamento in diversi luoghi di box interattivi che permettono di mettere al centro il modo di percepire e raccontare la città dei bambini 0–6 anni. Le informazioni raccolte si trasformano in mappe vive da esplorare e in dati utili per famiglie, realtà del terzo settore e istituzioni pubbliche.

Il progetto secondo classificato, premiato con 600 euro, è stato “Alla Mia Altezza – AtMyHeight”, un servizio che rende i musei accoglienti per bambine e bambini tra 3 e 6 anni ideato dal team BridgeBuilders, formato da sette studentesse dell’Università degli Studi di Milano, Università degli studi di Milano Bicocca e Politecnico di Milano. 

Fondazione Cariplo valuterà se proporre ad alcuni team la possibilità di sviluppare le loro soluzioni, mentre i vincitori troveranno una vetrina all’evento di apertura del prossimo Social Innovation Campus, organizzato da Fondazione Triulza il 16 febbraio 2027, per raccontare la loro esperienza a centinaia di organizzazioni e studenti delle scuole superiori.

Team risultato vincitore durante la presentazione del progetto

Le soluzioni proposte sono state capaci di integrare innovazione tecnologica, comprensione del punto di vista dei bambini e delle bambine, impatto sociale e fattibilità, dimostrando come le STEM possano contribuire a costruire città e comunità più inclusive, accessibili e attente all'infanzia. I promotori, con questa iniziativa, cercano di coinvolgere le giovani generazioni con competenze prevalentemente in ambito STEM in attività di co-design su temi di rilevanza per le comunità, consapevoli che con le loro capacità tecniche e con il loro sguardo possono dare un contributo per aumentare e migliorare l’impatto delle organizzazioni e delle istituzioni attive nel sociale.

«Le competenze STEM sono fondamentali per affrontare le trasformazioni del presente, ma acquistano ancora più valore quando vengono orientate verso bisogni sociali concreti. Questo Hackathon ha offerto a studenti e studentesse l’opportunità di applicare conoscenze scientifiche e tecnologiche alla costruzione di città più attente, inclusive e capaci di ascoltare anche chi, come i bambini, raramente può esprimere direttamente il proprio punto di vista. È un’attenzione coerente con Anita, la sfida di Fondazione Cariplo dedicata all’infanzia 0-6, che intende rafforzare la capacità delle comunità di riconoscere i bisogni dei bambini e di tradurli in politiche, servizi e opportunità. Avvicinare i giovani alle STEM significa quindi anche incoraggiarli a utilizzare l’innovazione come strumento di responsabilità e partecipazione», dichiara Valeria Negrini, Vicepresidente di Fondazione Cariplo.

La giuria è stata composta da importanti professionisti del mondo del sociale, tecnologico, accademico, culturale e dello sviluppo territoriale: Alberto Fontana, Direttore Cooperativa Spazio Aperto, Team della sfida Destinazione Autonomia Fondazione Cariplo; Igor Guida, Vicepresidente Stripes Cooperativa Sociale ONLUS; Edoardo Nardella, Referente Comunicazione Principia SpA; Silvio Premoli, Professore Ordinario di Pedagogia generale e sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore; Maurizio Cabras, Direttore Centro di Competenza, ANCI Lombardia; Sergio De Marini, Direttore consulenza e progettazione editoriale VITA.

Nel 2026 e 2027 Fondazione Triulza con i suoi partner proporrà altri percorsi di co-progettazione e Hackathon per coinvolgere altri studenti e dar loro l’opportunità di mettersi in gioco e fare proposte per un futuro sostenibile, inclusivo e partecipato.