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Catene del valore globali, l'Università di Pavia per le trasformazioni verdi e digitali. Il progetto "GLOBERISE" finanziato dall'UE

29 Settembre 2026
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Catene globali del valore più resilienti, sostenibili ed eque. È questo l'obiettivo del progetto "GLOBERISE" finanziato dall'Unione europea con circa 1,5 milioni di euro nell'ambito di Horizon Europe – Marie Skłodowska-Curie Actions, che vedrà impegnate per i prossimi quattro anni 17 organizzazioni (atenei, centri di ricerca, think tank e imprese) di 12 Paesi, tra cui l'Università di Pavia alla guida, in particolare, della ricerca sulle trasformazioni verdi e digitali. 

«Ogni prodotto che usiamo è il risultato di un lungo percorso che attraversa aree geografiche anche molto lontane l'una dall'altra» spiega il prof. Andrea Morrison, coordinatore, insieme alla prof.ssa Roberta Rabellotti, del gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. «Uno smartphone, un'automobile elettrica o un pannello solare - continua Morrison - nascono dall'estrazione di materie prime in un continente, dalla produzione di componenti in un altro, dall'assemblaggio in un terzo, fino alla progettazione, alla vendita e al riciclo. Questa rete di fasi produttive, imprese e territori legati tra loro è ciò che gli economisti chiamano "catena globale del valore". Ma se negli ultimi decenni queste catene hanno reso i beni più accessibili e hanno aperto opportunità di crescita a molte economie emergenti, la loro stessa estensione le rende fragili: un problema in un solo punto può propagarsi rapidamente a tutto il sistema».

GLOBERISE sfrutterà algoritmi di apprendimento automatico per prevedere l'andamento del commercio internazionale, riconoscere i segnali di crisi e individuare altre vulnerabilità. I "gemelli digitali", repliche virtuali delle catene di approvvigionamento, permetteranno invece di simulare cosa accadrebbe in caso di un blocco, di un nuovo dazio o di un disastro naturale, e di mettere alla prova le possibili risposte. «Oggi non sono più eccezioni - aggiunge il docente UniPv - ma si tratta di una "nuova normalità". E l'Europa ne è particolarmente toccata perché dipende da pochi fornitori esterni per le materie prime critiche, l'energia e i componenti strategici, come i semiconduttori di cui circa l'80% dei fornitori delle imprese europee si trova fuori dall'Unione. A questo si aggiunge la questione ambientale, perché molte fasi a monte delle catene sono ad alta intensità di carbonio». 

A tutto ciò si aggiunge l'equità: «I benefici e i costi delle catene globali - prosegue Andrea Morrison - non sono distribuiti in modo uniforme tra Paesi, territori e lavoratori. La transizione verde e digitale può aprire nuove opportunità, ma rischia anche di escludere chi non ha competenze, infrastrutture o accesso alle tecnologie, con effetti che toccano in modo diverso donne e uomini».

I TRE FRONTI

Resilienza. Capire come gli shock si propagano lungo le catene e individuare in anticipo i punti deboli. Si sviluppano strumenti per prevedere le interruzioni, "stress test" delle catene di approvvigionamento europee più critiche e strategie per diversificare i fornitori di materie prime ed energia.

Sostenibilità. Studiare come le tecnologie a basse emissioni e l'economia circolare, dal riuso al riciclo, possano ridurre l'impatto ambientale e, allo stesso tempo, la dipendenza da risorse esterne. Il progetto indaga anche le "finestre di opportunità verdi" che la transizione ecologica apre alle economie emergenti.

Equità. Fare in modo che la transizione verde e digitale non accentui le disuguaglianze tra Paesi, territori e lavoratori. Si analizzano i divari di competenze, la partecipazione femminile e l'inclusione, per proporre politiche che distribuiscano meglio benefici e costi.

L'Università di Pavia guiderà la prima linea di ricerca del progetto, dedicata a come le catene globali del valore si stanno trasformando nell'era della transizione verde e digitale. Nei primi due anni, in particolare, il gruppo pavese si concentrerà sugli effetti degli shock attraverso le reti produttive internazionali, sviluppando indicatori di resilienza per imprese e decisori pubblici, ed elaborando percorsi per rafforzare le esportazioni di tecnologie a basse emissioni. Coordinerà inoltre il lavoro sulle strategie di economia circolare e contribuirà anche alle altre linee di ricerca, dalle politiche per la transizione verde nelle economie emergenti agli ostacoli alla competitività europea, fino agli strumenti di previsione delle crisi.

In GLOBERISE l'attenzione alla trasparenza sarà centrale: i modelli prodotti per le imprese e le istituzioni adotteranno infatti tecniche di intelligenza artificiale "spiegabile", così da consentire ai ricercatori e ai decisori pubblici di comprenderne e verificarne i risultati, secondo i principi etici europei.

Il progetto è coordinato dall'Università Bocconi di Milano. Oltre a Pavia, partecipano l'Università di Maastricht, la Grenoble Ecole de Management, l'Universidad Complutense de Madrid, la Kaunas University of Technology, lo European Centre for Development Policy Management (ECDPM) e Policy Lab in Estonia. Al consorzio si affiancano partner di America Latina, Africa e Asia: l'Universidad Nacional de General Sarmiento in Argentina, l'Universidad Nacional de Costa Rica, la University of Johannesburg, la Universiti Malaysia Sabah, l'Universidad de la República in Uruguay e l'Universidade Estadual de Campinas in Brasile. Completano la rete tre imprese, Quobly, Knowledge Development for POF e Redivivus Solutions, che aiuteranno a verificare gli strumenti del progetto su casi reali.

Prevista inoltre la mobilità dei ricercatori tra le organizzazioni partner, che consentirà lo svolgimento di parte delle attività di ricerca nei diversi Paesi. L’Università di Pavia nei prossimi quattro anni accoglierà studiosi provenienti da numerose delle istituzioni internazionali partecipanti.