Il Settecento di… Ugo Ojetti
C’è un momento, nella storia della critica d’arte italiana, in cui il Settecento smette di essere percepito come un secolo minore e torna a imporsi come laboratorio di stile, gusto e identità nazionale. Quel momento passa anche dallo sguardo di Ugo Ojetti: scrittore, giornalista, critico, figura centrale nel ridefinire il canone artistico italiano tra Otto e Novecento. A questo snodo cruciale è dedicato l’incontro di studi “Il Settecento di… Ugo Ojetti”, in programma lunedì 11 maggio 2026 alle ore 17:00 presso l’Aula Bernardi del Collegio Ghislieri.
L’appuntamento, curato da Gianpaolo Angelini e Alessandra Casati e realizzato con il patrocinio delle Università di Napoli “Federico II” e di Bari “Aldo Moro”, propone una riflessione a più voci su come il Settecento italiano sia stato interpretato, narrato e in parte “costruito” dalla critica ojettiana. Un tema che tocca questioni decisive: la formazione del gusto moderno, il rapporto tra tradizione nazionale e modelli europei, il ruolo della scrittura critica nella trasmissione dell’arte.
Ad aprire il dialogo sarà Maria Pia Pagani, con un intervento dal titolo volutamente narrativo – “Questa la godo da galantuomo”: il Conte Ottavio e un segreto fiorentino di Eleonora Duse – che intreccia letteratura, biografia e contesto culturale, restituendo la complessità di un immaginario settecentesco filtrato attraverso sensibilità moderne.
Seguirà l’intervento di Andrea Leonardi, che, a partire da una celebre riflessione di Roberto Longhi, indagherà il ruolo di Ojetti nella valorizzazione del Settecento italiano, soffermandosi in particolare sulla lettura di artisti come Tiepolo e sul confronto con la tradizione francese. Al centro, la mostra della Pittura Italiana di Palazzo Pitti e l’idea di un Settecento “risolto”, capace di imporsi come paradigma stilistico autonomo.
Maria Pia Pagani è professoressa associata di Discipline dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. La sua attività di ricerca si concentra sulla storia del teatro e dell’attore tra Otto e Novecento, con un focus specialistico sulla figura di Eleonora Duse e sui rapporti tra drammaturgia, letteratura e arti visive. I suoi studi, dal forte taglio documentario e interdisciplinare, indagano la ricezione del teatro italiano in Europa e le reti intellettuali del primo Novecento. È autrice di numerose monografie e curatela di respiro internazionale.
Andrea Leonardi è professore associato di Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Le sue ricerche vertono sulla cultura figurativa tra XIX e XX secolo, con particolare attenzione alla storia delle istituzioni museali e al ruolo della critica d'arte nella costruzione dell'identità nazionale. Tra i suoi principali contributi scientifici figurano studi specialistici su Ugo Ojetti, sulle esposizioni d'arte e sulla definizione del canone artistico italiano nel Novecento, con particolare attenzione alla grande mostra fiorentina del 1922.