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Salute mentale

Progetto "Health Mode On": scopri il podcast "Lo Stato del Disagio"

13 Aprile 2026
Articolo aggiornato:
Copertina dedicata al podcast "Lo stato del Disagio" con titolo e sottotitolo "Università e salute mentale. Health Mode On"

L’università è un rito di passaggio: il tempo in cui si cambia, si sceglie, si prova a capire chi si sta diventando. In questo tempo, la salute mentale non può più essere taciuta. Ansia da prestazione, perfezionismo, confronto continuo, difficoltà economiche, futuro incerto: cresce il disagio tra le studentesse e gli studenti. 

Il podcast "Lo Stato del Disagio" intreccia voci di chi studia, ricerca e cura, non per dare risposte definitive, ma per aprire spazi di comprensione e immaginare possibilità di cambiamento.

Un podcast prodotto da Dinamo per "Health Mode On", il progetto - coordinato dall'Università di Pavia - che punta a sviluppare e implementare un modello condiviso e innovativo per mappare il disagio psichico ed emotivo tra gli studenti universitari e promuoverne il benessere psicofisico. Gli obiettivi specifici includono la valutazione della diffusione del disagio psicologico, l’identificazione dei fattori di rischio e protettivi e la promozione di interventi di prevenzione e supporto.

Il podcast si sviluppa su sei episodi, di seguito quelli già usciti:

L’ansia scolastica finisce davvero con il diploma? O ci accompagna fino all’università, e oltre? Nel primo episodio de Lo Stato del Disagio si parte dal passaggio tra scuola e università per capire cosa sta succedendo alla salute mentale delle nuove generazioni. Con la psicoterapeuta Elena Riva e l’epidemiologa Anna Odone viene esplorata la fase della emerging adulthood, tra desiderio di realizzazione e pressione alla performance. I dati internazionali parlano chiaro: ansia e depressione sono in aumento. Ma il disagio non è solo clinico: è anche culturale, sociale, relazionale. Un episodio per iniziare a mappare il fenomeno, senza semplificazioni.

Le università sanno davvero ascoltare il disagio degli studenti? E soprattutto: cosa fanno dopo averlo ascoltato?
Nel secondo episodio de Lo Stato del Disagio ci si concentra sugli strumenti di monitoraggio e sulle azioni messe in campo per trasformare i dati in interventi concreti. Con Ron Kessler si parla di numeri: la salute mentale è tra i fattori che più incidono sull’abbandono universitario. Dopo la pandemia, la salute mentale non può più essere considerata un tema marginale. Con l’epidemiologa Anna Odone, la psicologa Lavinia Barone e Cesare Zizza, Prorettore alla Persona dell’Università di Pavia, si entra nel lavoro di mappatura, nei servizi di counseling, nei nuovi modelli di presa in carico e nelle scelte strategiche che mettono la persona al centro. Perché quando il disagio è misurabile, può finalmente diventare parte delle decisioni.

I social network stanno causando l’aumento del disagio mentale? O sono solo il luogo in cui un disagio già esistente si rende visibile? Nel terzo episodio de Lo Stato del Disagio si parla di come la tecnologia interagisce con la salute mentale insieme alla psicoterapeuta Elena Riva, il neuroscienziato Vittorio Gallese, l’epidemiologo Giansanto Mosconi e il sociologo Manolo Farci. I social media e il web in generale possono diventare uno spazio di compensazione per chi vive isolamento e ritiro sociale, ma esiste anche il rischio di confondere correlazione e causalità. Tra paure e opportunità, apocalittici e integrati, vediamo come il mondo digitale ridefinisce il nostro modo di vivere, studiare e relazionarci.

Scrittura e voce: Nicolò Porcelluzzi. Produzione: Giulio Burroni. Montaggio e sound design: Milo Adami. Regia e post-produzione: Matteo Scandolin. Contributi al doppiaggio: Luca Misculin, Elisa Lemma. Voce nella sigla: Irene Fioravanti.

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