Persone, diritti e racconti per costruire un’umanità plurale per il Festival dei Diritti 2026
L’Università di Pavia rinnova il proprio impegno nella promozione dei diritti umani, dell’inclusione e della valorizzazione delle differenze attraverso un articolato percorso di iniziative culturali, educative e formative inserito nel programma del Festival dei Diritti – sessione di marzo 2026.
Il progetto, promosso dall’Office for Sustainable Actions (OSA), nasce con l’obiettivo di portare al centro del dibattito pubblico storie, vissuti ed esperienze spesso invisibilizzati, restituendo complessità, dignità e voce a persone e comunità che abitano i margini della società. Attraverso linguaggi diversi - dalla fotografia al racconto autobiografico, dalla testimonianza pubblica alla narrazione creativa - il percorso intende favorire consapevolezza, responsabilità e partecipazione attiva, coinvolgendo la comunità accademica e il territorio.
Il programma si apre con la mostra fotografica “Riscatti. Per le strade mercenarie del sesso”, visitabile dall’8 al 25 marzo 2026 presso l’Aula Forlanini dell’Università di Pavia (piazzale Leonardo da Vinci 6), dalle ore 9:00 alle 18:00, con ingresso libero. La mostra nasce da un progetto di fotografia partecipata che ha coinvolto sette donne dell’hinterland milanese, protagoniste dirette del racconto per immagini. Ne emerge uno sguardo autentico e non stereotipato su percorsi segnati da sfruttamento, vulnerabilità e marginalità, ma anche da consapevolezza, autodeterminazione e riscatto. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Ri-scatti ODV, associazione attiva nella fotografia sociale, e con Lule Onlus, impegnata da anni nel contrasto alla tratta di esseri umani e nel supporto alle persone in condizioni di fragilità.
Il momento centrale del percorso sarà l’evento pubblico “Margini al centro. Persone, diritti e racconti per un’umanità plurale”, in programma il 25 marzo 2026 alle ore 10:30 presso l’Aula Foscolo (corso Strada Nuova 65). Dopo i saluti istituzionali del Magnifico Rettore Alessandro Reali, dell’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Pavia Alessandra Fuccillo e del Prorettore alla Persona Cesare Zizza, interverranno ospiti e testimoni di esperienze di inclusione, resilienza e impegno civile: Monica Boggioni, atleta paralimpica e ricercatrice; Massimo “Massi” Simari, creator e testimone di percorsi di riscatto; Negin Ahmadi, attivista per il diritto all’istruzione delle donne afghane; Sara Milan (Lule Onlus), Cecilia Bettini (Coming-Aut) e Lucia Anelli, autrice e testimone di una storia di autodeterminazione.
L’incontro è promosso da OSA in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia (CUG), Lule Onlus, Ideas Impresa Sociale, AIESEC in Pavia, Universigay, Coming-Aut e UILDM, con il patrocinio del Comune di Pavia – Assessorato alle Pari Opportunità. La mattinata sarà moderata da Patrice Piercarlo Rusconi, Presidente del CUG, e Daniela Boggiani dell’Office for Sustainable Actions. L’evento si inserisce nel ciclo “Le 3D di marzo – Donna, Dignità, Diritti”, promosso dal CUG e dal Prorettorato alla Persona.
Il percorso si concluderà il 27 marzo 2026 alle ore 9:30, presso l’Aula Volta, con l’evento “Margini visibili. Giovani, diritti e narrazioni in stop motion”, a cura dell’associazione S.O.L.E. in collaborazione con Babele ODV, Ideas Impresa Sociale e OSA. La mattinata sarà dedicata alla premiazione del contest che ha coinvolto bambine e bambini in laboratori educativi sui diritti dell’infanzia, utilizzando il linguaggio creativo della stop motion. Un momento di restituzione pubblica e di incontro tra università, scuola e territorio, che valorizza educazione, creatività e partecipazione. Interverranno l’Assessora alle Pari Opportunità Alessandra Fuccillo, il Delegato ai Musei dell’Università di Pavia Marco Malagodi e Alessandro Iraci de Gli Autogol.
Con Margini al centro, l’Università di Pavia conferma il proprio ruolo di spazio aperto, inclusivo e responsabile, capace di accogliere la pluralità delle esperienze umane e di promuovere una cultura dei diritti attenta alle differenze, alle fragilità e alle relazioni. Un percorso che invita a guardare ai margini non come luoghi di esclusione, ma come spazi generativi di conoscenza, dialogo e trasformazione collettiva.