Nasce la prima rete nazionale di coabitazione intergenerazionale: il contributo dell'Università di Pavia
È stato formalizzato l'avvio del primo network nazionale delle esperienze di coabitazione intergenerazionale. La nascita di questa rete informale è l'esito dell'incontro “Verso un nuovo immaginario di convivenza tra generazioni”, svoltosi a Padova nello scorso mese di febbraio. Lunedì 29 giugno 2026, presso la Sala Bresciani di Palazzo Moroni a Padova, è stata presentata la prima Dichiarazione congiunta, durante un incontro avvenuto in collegamento streaming con i rappresentanti e le rappresentanti delle diverse realtà progettuali italiane.
L’obiettivo del network è favorire lo scambio di informazioni, pratiche e strumenti operativi tra enti e associazioni, rafforzando la riconoscibilità di queste esperienze per favorirne la transizione da sperimentazioni locali a politiche pubbliche strutturali. Il prossimo appuntamento nazionale è in corso di programmazione per il febbraio 2027.
Il ruolo dell’Università di Pavia: il progetto "Cohousing e Caring tra Generazioni”
L'Università di Pavia partecipa attivamente a questo percorso attraverso il progetto "Cohousing e Caring tra Generazioni”. La collaborazione all'interno del network nazionale costituisce un’importante opportunità di confronto sul tema del welfare comunitario e sui modelli di abitare condiviso tra giovani e anziani.
Dall'analisi dell'Ateneo pavese emergono valutazioni cruciali per lo sviluppo futuro di queste iniziative:
- Centralità delle relazioni: la convivenza intergenerazionale supera la dimensione del mero soddisfacimento di bisogni abitativi o assistenziali. Il successo dei progetti risiede principalmente nella costruzione di legami significativi, nel monitoraggio costante e nell'accompagnamento delle persone coinvolte.
- Gestione delle criticità: il confronto a livello nazionale ha confermato una difficoltà comune legata al reclutamento e al coinvolgimento della popolazione anziana.
- Strategie di prossimità: per superare tale criticità, l'esperienza condivisa indica come l'attivazione di reti con associazioni locali, servizi territoriali e realtà di prossimità sia un fattore indispensabile per generare la fiducia necessaria all'adesione.
Per l'Università di Pavia, la sottoscrizione della Dichiarazione Congiunta rappresenta uno strumento strategico per consolidare modelli innovativi, valorizzare le competenze di ogni generazione e contrastare l'isolamento sociale.
Il panorama nazionale delle realtà aderenti
La rete nazionale unisce una pluralità di modelli operativi distribuiti sul territorio italiano. Oltre all'Ateneo pavese, il network vede la partecipazione di diversi soggetti istituzionali e del terzo settore:
- Comune di Padova: promotore del meeting, è giunto alla quarta edizione del proprio progetto di Coabitazione Intergenerazionale, registrando 34 convivenze attivate nell'ultimo anno accademico tra studenti, studentesse e proprietari o proprietarie over 65.
- Associazione A.M.A. Trento: attiva dal 2009 con il progetto “VIVO.CON”, promuove l’auto mutuo aiuto abitativo nella Provincia di Trento.
- Università degli Studi di Roma Tor Vergata: partecipa con il progetto “Insieme siamo migliori / Together We Are Better”, focalizzato sull'inclusione di studenti e studentesse nazionali e internazionali attraverso soluzioni abitative sostenibili.
- Associazione MeglioMilano: presente dal 2004 con il progetto “Prendi in casa”, orientato al miglioramento della qualità della vita urbana e al contrasto dei pregiudizi legati all'età.
- "INCO housing" (Milano): nuova iniziativa dedicata allo sviluppo di un'infrastruttura digitale e di un linguaggio condiviso per supportare i progetti già attivi sul territorio.
La Dichiarazione congiunta: i punti chiave
I contenuti programmatici del network sono delineati nella Dichiarazione congiunta, un documento volto a definire le linee guida e gli ambiti di lavoro futuri. Come si legge nella premessa del testo:
«La coabitazione intergenerazionale non si configura come una risposta emergenziale, bensì come un paradigma culturale e relazionale che valorizza lo scambio, la solidarietà e la cittadinanza attiva, generando benefici diffusi per le persone e per i territori.»
Il documento individua sette direttrici strategiche, tra cui la costruzione di una narrazione collettiva non stigmatizzante, il riconoscimento del valore pubblico ed economico di tali pratiche, il rispetto della pluralità dei modelli operativi e l'incidenza sulle politiche pubbliche nazionali.
In allegato all'articolo è possibile consultare il testo integrale della Dichiarazione in formato PDF.