Ritrovare Collodi, ritrovare Pinocchio
Per ritrovare Pinocchio bisogna forse smettere, per un momento, di cercare soltanto Pinocchio. Bisogna tornare all’uomo che lo ha scritto. Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Al giornalista, allo scrittore satirico, al critico, all’uomo immerso nella cultura del suo tempo. Perché il burattino più famoso della letteratura italiana non nacque dal nulla: dietro quelle pagine c’è un autore molto più complesso di quanto l’immagine del semplice scrittore per bambini lasci immaginare.
È questo il viaggio proposto giovedì 12 novembre 2026 dal secondo appuntamento del ciclo Le avventure di Pinocchio. Duecento anni con Collodi. Presso l'Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri di Pavia, alle ore 18:00, Daniela Marcheschi dialogherà con il professor Giorgio Panizza dell’Università di Pavia in Ritrovare Collodi, ritrovare Pinocchio.
Non è un caso che a parlare di questo ritorno sia la professoressa Marcheschi. Studiosa di letteratura e antropologia delle arti, in forza al CEG dell’Universidade Aberta di Lisbona e Presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, da decenni lavora alla riscoperta di Collodi oltre il recinto della letteratura per l’infanzia.
La sua ricerca parte da una convinzione precisa: «Prima di essere il padre di Pinocchio - spiega la prof.ssa Marcheschi -, Collodi fu un intellettuale immerso nella modernità del suo tempo. Giornalista e autore comico-umoristico, scrisse di politica e costume, letteratura, teatro, musica e arte. E quella stessa penna, ironica e irriverente, sarebbe confluita nelle Avventure di Pinocchio, pubblicate tra il 1881 e il 1883».
È anche il cuore del recente volume di Marcheschi, Ritrovare Pinocchio, pubblicato da Luni nel 2025: «Un libro - chiarisce l’autrice - che torna alle origini del personaggio e ai testi che precedono le Avventure, per ricostruire il terreno culturale dal quale Pinocchio emerge. Non soltanto un burattino destinato a diventare bambino, dunque, ma una creatura letteraria ambigua e irrequieta, capace di attraversare cultura popolare e cultura colta, teatro dei burattini e letteratura, satira e riflessione».
A dialogare con Daniela Marcheschi, sarà Giorgio Panizza, docente di Letteratura italiana e Storia della critica presso il Dipartimento di Musicologia e Beni culturali dell’Università di Pavia. Studioso di letteratura italiana e ghisleriano, Panizza porta nel confronto la curiosità e gli stimoli della filologia di scuola pavese.
Ritrovare Collodi, allora, significa anche liberare Pinocchio da una delle sue gabbie più resistenti: quella dell’infanzia. Perché dentro il burattino che mente, scappa, cade, ricomincia e cambia forma c’è molto più di una favola educativa. C’è un autore che osservava il proprio tempo con ironia. E c’è un personaggio che, ancora oggi, sembra sapere una cosa che noi adulti dimentichiamo troppo spesso: diventare qualcuno non significa smettere di cambiare.