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Rigenerazione urbana

Dall’Università di Pavia a Giessen per progettare una struttura ricettiva, sostenibile e inclusiva, in un luogo ad alto valore storico

29 Settembre 2026
Articolo aggiornato:
I partecipanti dall'Università di Pavia

Dal 14 al 25 settembre 2026 si è svolta a Giessen, in Germania, la Summer School internazionale “LoHos 26 – Locus Hospitalitatis", un workshop di progettazione organizzato dalla Technische Hochschule Mittelhessen (THM) nella forma di un Blended Intensive Programme (BIP) Erasmus+, con il riconoscimento di 5 crediti ECTS.

L’Università di Pavia ha partecipato con otto studenti del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura (Alexandra Adele Boidi, Alessia Calabrò, Sofia Cosso, Vittorio D’Agostino, Sofia Beatrice Iemma, Carlotta Merlo, Simone Muser, Valentina Giovanna Soria) e una tutor (Sabrina Formaggia), accompagnati dal prof. Alessandro Greco del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, visiting professor all'università tedesca dal 2016.

Oltre alla THM, insieme a Pavia ha preso parte al workshop anche la Faculdade de Arquitectura da Universidade do Porto (FAUP, Portogallo): tre scuole che condividono il medesimo approccio alla rigenerazione urbana e alla progettazione sostenibile e inclusiva, sviluppato sia nella ricerca sia nella didattica applicata.

Il tema della quarta edizione della Summer School, cui Pavia partecipa fin dalla prima edizione, è stata l’area dell’ex campo di prima accoglienza di Giessen (Notaufnahmelager), un luogo di grande valore storico e simbolico. Tra il 1949 e il 1990 il campo è stato il principale punto di ingresso nella Repubblica Federale per i profughi e i migranti provenienti dalla DDR: vi sono transitate quasi un milione di persone. Dal 1963, due anni dopo la costruzione del Muro di Berlino, assunse lo status di centro federale di accoglienza (Zentrales Bundesnotaufnahmelager) per tutti i rifugiati della Germania Est. In precedenza, tra il 1945 e il 1949, aveva accolto i tedeschi espulsi dai territori delle attuali Repubblica Ceca, Polonia e Russia; dopo la riunificazione, e fino al 2018, richiedenti asilo provenienti da tutto il mondo. Oggi il sito ospita il primo memoriale di proprietà del Land dell’Assia (Lern- und Erinnerungsort Notaufnahmelager Gießen), la cui mostra permanente e il cui programma educativo per le scuole restituiscono la storia del luogo e ne sottolineano l’attualità: non solo testimonianza della divisione della Germania, ma pagina della storia democratica tedesca, che racconta l’aspirazione alla libertà e allo stato di diritto e il difficile rapporto tra rifugiati, istituzioni e società ospitante.

Il complesso sorge su un lotto triangolare compreso tra il retro della stazione ferroviaria e il fiume Lahn e comprende sei edifici pluripiano, un tempo destinati all’alloggio dei profughi, oltre all’ex asilo, all’ex infermeria e alla portineria, queste ultime oggi sede della mostra. L’ultimo edificio ancora inutilizzato è destinato a diventare il nuovo ostello della gioventù della città, ed è su di esso che si è concentrato il lavoro, secondo le indicazioni progettuali fornite dalla amministrazione comunale di Giessen. Il tema richiedeva di ripensare l’edificio attraverso un ampliamento capace di accogliere tutte le funzioni necessarie a una struttura ricettiva adeguata alle esigenze contemporanee. Eventualmente si poteva anche immaginare di prolungare il sottopasso esistente per collegare ostello e memoriale alla stazione e al centro città, rendendo il luogo più visibile ai cittadini e, soprattutto, si chiedeva di riprogettare gli spazi aperti, definendo nuovi ingressi e percorsi che valorizzino il significato storico del sito e mettano in relazione le funzioni presenti, a partire dal memoriale.

Gli studenti, suddivisi in otto gruppi internazionali con un rappresentante per ciascuna università, sono stati seguiti dai tutor e dai docenti delle scuole partecipanti. Come previsto dal format BIP, le due settimane in presenza sono state precedute da una fase virtuale, con sessioni online a luglio e all’inizio di settembre, che ha permesso ai partecipanti di conoscersi prima dell’arrivo a Giessen e di avviare la riflessione sul tema. In questa fase sono stati approfonditi la rigenerazione urbana e la rifunzionalizzazione degli ostelli alla luce delle esigenze dei giovani viaggiatori del XXI secolo, acquisendo le basi teoriche poi applicate nel lavoro progettuale.

Le due settimane in presenza hanno alternato lezioni teoriche, attività progettuali e revisioni con i docenti ad attività culturali organizzate dalla THM per conoscere la regione dell’Assia centrale (Mittelhessen) e i suoi principali centri, Wetzlar, Giessen e Marburg. Tutte le scuole coinvolte considerano infatti la conoscenza del contesto, non solo costruito ma anche socio-culturale, una premessa imprescindibile per un approccio progettuale consapevole e coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

I progetti, presentati alla città di Giessen il 25 settembre, pur nella diversità delle soluzioni proposte, condividono alcuni principi comuni: la valorizzazione degli spazi aperti, la definizione di percorsi chiari e differenziati e l’attenzione a soluzioni inclusive, capaci di rispondere alle diverse esigenze degli utenti. Tutti gli 8 progetti presentati hanno saputo coniugare valorizzazione della memoria e nuovi interventi riconoscibili per forma e materiali diversi da quelli originari; quello che più ha colpito durante la presentazione dei progetti è stata l’attenzione di tutti i progetti per ricollegare l’area oggetto di progettazione alla città esistente, proponendo sottopassaggi o passerelle che consentano alla comunità di Giessen di raggiungere in sicurezza un luogo adesso separato dalla barriera dei binari ferroviari.

Gli studenti pavesi hanno svolto, come nelle precedenti edizioni, un ruolo propositivo all’interno dei rispettivi gruppi, dimostrando spiccate capacità di analisi e di sintesi progettuale e una sicura padronanza degli strumenti digitali per la rappresentazione architettonica. La Scuola pavese ha dato impulso soprattutto nella valorizzazione dell’esistente, proponendo approcci poco invasivi e tesi a dichiarare esplicitamente le addizioni volumetriche. A conclusione del workshop, i docenti degli atenei partecipanti hanno espresso grande soddisfazione per la qualità delle proposte e delle modalità di rappresentazione adottate, che testimoniano la preparazione degli studenti ad affrontare le sfide professionali legate alla rigenerazione urbana e allo sviluppo sostenibile. L’esperienza conferma inoltre il valore di una collaborazione che da dieci anni lega il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia alla THM.