UniPv: Il 90% dei laureati è soddisfatto dell'esperienza universitaria. A 5 anni dal titolo il tasso di occupazione è il 95%
Sono stati pubblicati i dati del Rapporto di AlmaLaurea su Laurea e Occupazione frutto dell'elaborazione delle performance formative di circa 335 mila laureati del 2025 provenienti da 81 università italiane. In particolare, si tratta di 195 mila laureati di primo livello, 107 mila dei percorsi magistrali biennali e 33 mila a ciclo unico. Il rapporto sugli esiti occupazionali della laurea ha analizzato circa 700 mila laureati, di 81 atenei nazionali, di primo e secondo livello del 2024, 2022 e 2020 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
Ancora una volta l'Università di Pavia si conferma un ateneo dall'altissimo grado di gradimento e con un forte impatto sull'inserimento lavorativo e sulla retribuzione dei propri laureati.
Secondo l'indagine l’89,1% dei laureati UniPv è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’83,3% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. L’85,8% dei laureati si dichiara soddisfatto delle attività didattiche svolte. Più in generale, il 90% dei laureati è soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. Il 72,6% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre l’8,8% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso. L’età media alla laurea è 25,4 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 24,2 anni per i laureati di primo livello e di 26,7 anni per i magistrali biennali.
Il 67,3% dei laureati termina l’università in corso: in particolare il 65,2% tra i triennali e il 72,6% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 103,2 su 110: 99,6 per i laureati di primo livello e 107,0 per i magistrali biennali.
Il 62,3% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo con un corso di secondo livello. Tra coloro che non proseguono gli studi a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è dell’85,3%.
Tra i laureati di secondo livello l'Università di Pavia supera la media degli altri atenei italiani. Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è pari all’83,5% (82,6% tra i magistrali biennali e 86,4% tra i magistrali a ciclo unico), il dato nazionale è 80,8%. Il 24,1% degli occupati può contare su un contratto di lavoro tempo indeterminato. Il tasso di occupazione dei laureati intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 95,3% (94,8% per i magistrali biennali e 96,6% per i magistrali a ciclo unico) contro il 94,4% della media italiana.
L'Università di Pavia si conferma al di sopra della media degli atenei italiani anche per la retribuzione media dei laureati magistrali. A un anno dal titolo guadagnano in media 1.544 euro al mese (contro 1.495 euro) e a 5 anni dal titolo la retribuzione mensile sale a 2.001 euro (superiore alla media nazionale di 1.903 euro). Sono dati superiori anche alla media delle Università lombarde.
Cresce la quota di laureati di cittadinanza estera pari all’11,6% (contro i 9,7% dell'anno passato): il 4,3% tra i triennali e il 21,0% tra i magistrali biennali. Il 33,6% dei laureati proviene da fuori regione (+6,8% rispetto al Rapporto stilato nel 2025): 27,5% tra i triennali e il 39,1% tra i magistrali biennali.
«I dati del rapporto di AlmaLaurea - dice il rettore dell'Università di Pavia Alessandro Reali - confermano un trend già consolidato nel corso degli ultimi anni. Gli studenti del nostro Ateneo che concludono gli studi si dichiarano per la quasi totalità soddisfatti del percorso didattico e godono di un beneficio concreto dal titolo, testimoniato dall'altissimo tasso di occupazione a un anno e a cinque anni dalla laurea. Non sono successi che diamo per scontati, richiedono impegno da parte di tutto il corpo docente e da parte del personale dell'Ateneo, ma anche un continuo adeguamento della proposta e della qualità didattica. Testimoniano però anche l'assoluta serietà e la dedizione con cui gli studenti di Pavia intraprendono i loro studi. Questo motiva ulteriormente la nostra decisione di investire con decisione sul diritto allo studio».