La Commedia Nuova in Grecia e a Roma: tradizione, ricezione, trasformazioni
La commedia è il genere che, tra tutti quelli dell'antichità classica, ha attraversato le culture con la maggiore continuità e vitalità. Nata in Grecia e giunta a Roma attraverso un processo di imitazione, trasformazione e reinvenzione, la cosiddetta Commedia Nuova - il teatro ellenistico di Menandro, Filemone, Difilo e degli altri maestri del genere - ha plasmato per secoli l'immaginario comico occidentale, dai caratteri fissi della fabula palliata di Plauto e Terenzio fino alla Commedia dell'Arte del Cinquecento e oltre. Eppure restano ancora molte domande aperte: come avveniva la trasmissione dei testi? Come si trasformavano i modelli greci sulla scena romana? Quali meccanismi linguistici, retorici e drammaturgici permettevano a questo teatro di sopravvivere al cambio di lingua, di pubblico, di contesto storico?
Sono queste le domande al centro della XVII Giornata Ghisleriana di Filologia Classica, intitolata La Commedia Nuova in Grecia e a Roma: tradizione, ricezione, trasformazioni, in programma al Collegio Ghislieri il 14 e 15 maggio 2026. L'iniziativa, a cura di Virginia Mastellari e Fabrizio Bordone, è organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Pavia e con l'Associazione Italiana di Cultura Classica (AICC). L'evento è riconosciuto quale attività di aggiornamento per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado (ID SOFIA: 157222) e sarà trasmesso in streaming.
Il primo pomeriggio (giovedì 14 maggio, Aula Goldoniana, ore 14:30) sarà dedicato alle forme e agli autori della Commedia Nuova: Serena Perrone (Università di Genova) si occuperà dei frammenti di hypotheseis a commedia nuova su papiro, preziosi testimoni della trasmissione indiretta del teatro ellenistico; Alessandro Maggio (Università di Verona) esplorerà la comicità e il riso in Difilo di Sinope. Nel pomeriggio, dopo una pausa, Virginia Mastellari (Università di Pavia) presenterà la figura di Filemone comico tra tradizione e innovazione, e Kyriaki Ioannidou (Università di Cipro) affronterà la trasformazione dei modelli menandrei in Plauto attraverso lo studio della caratterizzazione dei personaggi.
La seconda mattinata (venerdì 15 maggio, Aula Barbara Rossi, ore 9:00) si concentrerà sulla ricezione romana della Commedia Nuova. Salvatore Monda (Sapienza Università di Roma) ricostruirà i tempi e le dinamiche dello spettacolo comico nella Roma antica; Maurizio Massimo Bianco (Università di Palermo) affronterà la retorica dell'eccellenza nel teatro comico romano, dalla scena al canone letterario; Sonia Bonaventura (Università di Chieti) analizzerà la funzione degli ottonari trocaici nelle commedie di Terenzio. La sessione conclusiva vedrà Fabio Nolfo (Università di Glasgow / Macerata) indagare la presenza di Menandro e della néa nella temperie latina di età augustea e di epoca imperiale e tardo romana, mentre Roberto Mario Danese (Università di Urbino) chiuderà i lavori con una riflessione sulla traduzione di Plauto per la scena contemporanea.