Perché ci bombardano? Guerra ai civili dal cielo: Pavia e provincia (1940-1946)
Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 17:00, presso il Palazzo del Broletto di Pavia, si terrà l'inaugurazione della mostra "Perché ci bombardano? Guerra ai civili dal cielo: Pavia e provincia (1940-1946)".
Interverranno:
Maria Cristina Barbieri, Comune di Pavia
Federica Villa, Università di Pavia
Paolo Corsini, Presidente Rete Parri
I curatori della mostraDalle molte guerre oggi in corso nel mondo entrano nella nostra quotidianità notizie e immagini su bombardamenti diversi per tecnologie, modalità e attori coinvolti. La percezione di cosa significhi guerra aerea si offusca dietro la spettacolarità di attacchi a parole “chirurgici” e la visione ripetuta di paesaggi di morte e distruzione ottunde la nostra sensibilità. Eppure solo 80 anni fa la guerra aerea si è vissuta anche tra noi: riattivarne la memoria con immagini e testimonianze, intrecciandovi i risultati della ricerca storica recente, può aiutarci a capire il nostro presente e a renderci consapevoli della complessità e drammaticità del fenomeno bellico.
Questa mostra si apre con un’introduzione sulla guerra aerea nell’Italia settentrionale tra il 1940 e il 1945. In tale periodo essa fu pesantemente colpita prima come paese nemico e, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, come paese amico fino alla primavera del 1945. È una storia controversa e una memoria dolorosa. L’aviazione alleata ebbe certo un ruolo fondamentale nel porre fine alla guerra in Italia, ma fu anche responsabile di lutti, di distruzione di patrimonio abitativo e industriale, come pure di beni culturali e storico-artistici. L’introduzione affronta alcuni eventi e specifici aspetti di tale problematica ed è frutto della collaborazione tra l’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (Istoreco PV), l’Università di Lincoln e il Digital Archive dell’International Bomber Command Center (IBCC).
Il prosieguo della mostra è dedicato ai bombardamenti su Pavia e sulla sua provincia: assume uno sguardo dal basso per coglierne l’impatto drammatico sulla popolazione e mette a fuoco case-study specifici. Città e provincia non subirono attacchi aerei paragonabili per frequenza, intensità e conseguenze ai capoluoghi e ai centri di maggiore importanza strategica, ma bombardamenti e mitragliamenti causarono comunque centinaia di vittime e di feriti di ogni età, oltre a imponenti macerie e tracce psicologiche indelebili. La mostra valorizza documenti in gran parte inediti frutto di ricerca in archivi privati e pubblici, nonché immagini, disegni, stampa coeva, fonti orali e testimonianze letterarie.
Dietro una tenda nera, si apre infine l’ultima stanza: un ambiente mediale dove lo spettatore è chiamato a vivere un’esperienza sensoriale immersiva. Le immagini d’archivio, proiettate a parete, vengono infatti elaborate grazie all’uso dell’intelligenza artificiale generativa, che anima con il movimento ciò che pareva destinato alla fissità, mentre la dimensione uditiva apporta un contributo di senso decisivo e sorprendente.
La mostra sarà visitabile fino al 24 maggio 2026 dal giovedì alla domenica, dalle 15:00 alle 19.00.
Curatori della mostra: Pierangelo Lombardi ed Elisa Signori
Progetto grafico e allestimento: Enrico Valeriani
Realizzazione ambiente mediale: Stefano Conca Bonizzoni e Lorenzo Donghi per Auditorium di San Tommaso, con il supporto di Officine Creative (Università di Pavia).