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Università di Brescia

Giulio Aleni, un ponte culturale tra Italia e Cina. Simposio nel IV centenario del suo arrivo nel Fujian (1625-2025)

25 novembre 2025
Articolo aggiornato:
Mappa dei diecimila Paesi di Aleni
Crediti immagine
Via Wikimedia

Martedì 25 novembre 2025, alle ore 14:30, presso il Salone dell'Apollo dell'Università di Brescia, si terrà l'evento "Giulio Aleni, un ponte culturale tra Italia e Cina. Simposio nel IV centenario del suo arrivo nel Fujian (1625-2025)" patrocinato dal Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia.

Quando nell’aprile 1625 il gesuita Giulio Aleni fondò la missione nel Fujian la sua esperienza di missionario in Cina si era ormai consolidata. Nato a Brescia nel 1582, era entrato nella Compagnia di Gesù nel 1600 distinguendosi per la sua inclinazione alle scienze matematiche e alla teologia. Inviato in Cina, nel 1610 sbarcò a Macao e da qui, nel 1613, entrò nell'Impero Ming succedendo al confratello Matteo Ricci. Per primo evangelizzò le provincie dello Shanxi e soprattutto del Fujian dove fondò una ventina di comunità cristiane. Morì a Yanping nel Fujian il 10 giugno 1649.

Nel corso di quattro decenni, Aleni svolse un’opera feconda di risultati grazie alle sue doti non ordinarie di missionario, alla sua fama di uomo dotto in ogni ramo delle scienze e alla grande stima che circondò le sue numerose opere, stampate come 艾儒略 Ai Rulüe nella lingua cinese, di cui ebbe un perfetto dominio, e oggi incluse nelle più pregiate collezioni della letteratura sinica. 

Riconoscendogli il merito di aver contribuito a volgarizzare la cultura europea in Oriente, gli venne attribuito il titolo di “Confucio d'Occidente”. Fra i suoi testi di argomento religioso, storico e scientifico si ricordano: Vita del signor Matteo Ricci del Grande Occidente (1630), Geografia dei Paesi non tributari (1623), Generalità sulle scienze occidentali (1623), Princìpi di geometria (1631), Vita di Nostro Signore Gesù Cristo (1635) e le Risposte alle domande sull’Occidente (1637).

A lui si deve la Mappa dei diecimila Paesi (1623) in due grandi fogli, un planisfero e i due emisferi polari, riportanti 220 toponimi in caratteri cinesi, e di cui l’Università degli Studi di Brescia ha realizzato nel 2018 una copia anastatica.

A raccogliere il testimone di Giulio Aleni fu Martino Martini (1614-1661), trentino, che giunse in Cina nel 1643. Il Centro Studi Martino Martini di Trento ha pubblicato la sua Opera Omnia, fra cui il famoso Novus Atlas Sinensis che ha fatto conoscere la geografia cinese in Europa.

Nel 2025 cade anche il 400° anniversario della nascita di Prospero Intorcetta (1625-1696), nativo di Piazza Armerina e giunto in Cina nel 1659. Apportò un significativo e pioneristico contributo alla traduzione in latino delle opere di Confucio e nel 1667 pubblicò la Sinarum Scientia Politico-Moralis. Le sue opere fecero conoscere la filosofia e l’etica confuciane in Occidente

Comitato Organizzatore: Roberto Ranzi, Prorettore alle Politiche di Internazionalizzazione - Università degli Studi di Brescia; Simona Negruzzo, Università degli Studi di Pavia - Centro Giulio Aleni; Gianfranco Cretti, Centro Giulio Aleni.