Mostra "Sergio Alberti Carte"
Dal 1° al 29 ottobre 2025, presso la Biblioteca di Studi Umanistici dell'Università di Pavia, sezione Arte, sarà visitabile la mostra "Sergio Alberti Carte", inaugurata martedì 30 settembre 2025 alle ore 18:00.
«...Le carte rappresentano lo scheletro, l'anima, il presupposto della scultura, il suo fantasma». Così lo scultore Sergio Alberti (Pavia, 1944) definisce le proprie “carte”, una serie avviata negli ultimi anni, come ricerche che stanno all’origine della forma.
I frammenti di carte spezzate, o meglio l’atto quotidiano di frammentare carte e cartoni, che sembra il punto di partenza della sua poetica, è a sua volta il frutto di un processo in continuo divenire di stratificazione e di sedimentazione, scomposizione aleatoria e riaffermazione di un percorso. Il percorso è uno spazio o territorio quasi “archeologico” a cui l’artista dà vita nell’atto del comporre, per arrivare a una soluzione formale che genererà altre forme e approderà a nuove soluzioni.
Afferma l’artista: «È un itinerario nella materia frammentata e stratificata, che dà vita a nuova materia, nuovi ricordi e memorie. Ogni frammento è matrice per quello che verrà; la scultura inventa cosi la propria storia».
Le carte radunate in questa occasione espositiva presso la Sezione Arte della Biblioteca di Studi Umanistici dell'Università di Pavia, non sono bozzetti, né studi preparatori per sculture maggiori, ma hanno una loro autonomia, sono a tutti gli effetti “opere in carta”.
Dalla serie di “Diario”, alle cosiddette “Pagine”, opere a dittico che evocano riferimenti indiretti a libri immaginari o a pagine di un diario intimo, le sculture in carta di Alberti alternano frammenti di luce a spessori in ombra, diventano paesaggi immaginari, alludendo a un divenire quotidiano che è l’esperienza stessa del fare. Le “Pagine” sono attestazioni di esistenza e insieme emblemi della condizione attuale del sapere. Un sapere che oggi, procede nella coscienza dell’impossibilità di una visione omnicomprensiva, per frammenti, come in un puzzle.
L’esposizione è curata da Paolo Campiglio, in collaborazione con gli studenti della Laurea Magistrale in Storia e Valorizzazione dei beni culturali del Dipartimento di Studi Umanistici ed è frutto di un laboratorio che ha coinvolto anche nel 2024 gli studenti in varie iniziative, tra cui ricordiamo la precedente mostra di Agostino Ferrari.
La mostra è corredata da alcune sculture in terracotta e bronzo, che attestano la metamorfosi delle forme tipica dell’arte di Alberti, in un percorso ininterrotto che dalla carta conduce alla terracotta e al bronzo, senza mai perdere, in ogni materia, la propria originalità di “opera”.
La mostra è visitabile in orari di apertura della Biblioteca.