Pierres errantes. Stones Journeys from Classical Antiquity to Middle Ages, from Eastern Mediterranean to the Alps
Dal 28 al 30 maggio 2025, presso il Collegio Ghislieri di Pavia, si terrà il convegno internazionale PRIN PNRR "Pierres errantes. Stones Journeys from Classical Antiquity to Middle Ages, from Eastern Mediterranean to the Alps".
Le istituzioni coinvolte sono: Università di Pavia, capofila, PI prof.ssa Maria Elena Gorrini, investigatori proff. Luigi Carlo Schiavi, Gianpaolo Angelini; Università del Piemonte Orientale (UPO), responsabile dell’unità locale prof.ssa Eleonora Destefanis, investigatore prof.ssa Raffaella Afferni; Accademia di Belle Arti di Brera, responsabile dell’unità locale prof.ssa Martina Corgnati, investigatore prof. Roberto Rosso.
Il progetto di ricerca, di natura interdisciplinare che coinvolge archeologi, fotografi, storici dell’arte, restauratori, geografi e petrografi, verte sui materiali litici (calcari, ardesie, marmi) con cui furono costruite e decorate le città di Mediolanum e Vercellae e alcuni monumenti posti sul loro territorio, dalla prima epoca romana imperiale al Medioevo.
Punto di partenza sarà lo studio delle pietre, e specialmente dei marmi usati nella costruzione e pianificazione delle città e del loro ager, attraverso analisi laboratoriali affidate ai petrografi del LAMA-IUAV e del CNR di Milano, che permetteranno di scoprire dove le pietre furono estratte e quali furono i loro percorsi, facendo luce così sugli itinerari commerciali di approvvigionamento e sulla chaîne de production di manufatti scultorei e architettonici, sui quali si proiettano mobili ombre di uomini, artisti, artigiani e committenti con le loro scelte e capacità economiche. La storia degli uomini appare così nel riflesso di quella degli oggetti.
Il secondo momento della ricerca analizzerà la trasformazione delle due città e dei loro territori nel periodo preso in esame, con conseguenti casi di distruzione, di riutilizzo e di trasferimento in altri contesti, particolarmente in siti ecclesiastici medievali, degli spolia architettonici e scultorei.
Mediolanum e Vercellae non sono state scelte a caso: esse costituiscono un ottimo esempio di casi diversi e al tempo stesso complementari, in quanto Mediolanum fu capitale imperiale dal III all’inizio del V sec. d.C. mentre Vercellae era una realtà provinciale, che dimostra però un notevole dinamismo nel periodo considerato dal Progetto. I due centri sono strettamente legati: in età imperiale lo sviluppo edilizio vercellese dipende dalle decisioni prese nel capoluogo mentre in seguito gli strettissimi rapporti sono rintracciabili attraverso l’organizzazione ecclesiastica (S. Ambrogio fu coinvolto in prima persona nella nomina del vescovo di Vercellae alla fine del IV secolo) e verificabili nelle scelte architettoniche e liturgiche non solo nel primo periodo cristiano ma per tutto il medioevo. Infine, per quanto più strettamente attiene al progetto di ricerca, è significativo che entrambe le città fossero lontane da cave di pietra o di marmo ma fossero, allo stesso tempo, situate lungo rotte commerciali terrestri o fluviali che le collegavano con la regione alpina (e, in misura molto minore, con l’Appennino) e, attraverso il Po, con il Mediterraneo orientale.
Una volta condotta l’analisi e ricostruito, per quanto possibile, il viaggio delle pietre, è importante che lo sguardo si allarghi anche sulle vicende storico-critiche e conservative inerenti agli oggetti, ai luoghi e ai contesti, quali vengono trasmesse nelle testimonianze ottocentesche e del primo Novecento con un focus sui percorsi di dispersione e musealizzazione.
In sintesi: il progetto di propone di superare le tradizionali divisioni disciplinari fra mondo classico e mondo medievale per sviluppare e comunicare un approccio globale narrativo, fondato su presupposti scientifici rigorosi che favoriscano l’emergenza di domande e risposte innovative e condivisibili non solo fra specialisti (per i quali sono previste pubblicazioni peer reviewed, presentazioni a convegni e soprattutto l’organizzazione di un Convegno internazionale nel secondo anno del progetto, al fine di contribuire all’internazionalizzazione dei contributi italiani alla ricerca su questi temi e queste aree) ma per gli studenti e il pubblico generico: verrà costruito un sito web per raccontare strumenti e processi di lavorazione della pietra, nonché il rapporto tra oggetto e artista/artigiano, e l’artista/artigiano e la comunità. Il sito ospiterà anche un archivio di immagini fotografiche generate dal progetto a supporto della ricerca futura, come strumento per esplorare e presentare materiale comparativo per comprendere come il mestiere del lapicida, dello scalpellino e scultore sia cambiato nello spazio e nel tempo.
Il Convegno vedrà intervenire studiosi italiani e stranieri che si sono occupati del fenomeno del reimpiego, sia a livello di definizioni teoriche e di inquadramenti storici, sia attraverso l’analisi di casi specifici e del cantiere nei suoi aspetti tecnici. Ampio spazio sarà dedicato all’esame del fenomeno in epoca romana e medievale nelle aree oggetto del PRIN PNRR, Mediolanum, Vercellae e altri centri delle regioni cisalpine, attraverso gli interventi di specialisti sia delle Istituzioni Universitarie sia delle Soprintendenze che dei Musei coinvolti. Infine, una sessione sarà dedicata alla disseminazione, con interventi che vedono il coinvolgimento di Scuole e di Enti dedicati alla promozione del territorio.
I lavori saranno conclusi con la presentazione del sito web destinato al grande pubblico, realizzato dall’Accademia di Brera, e dalle osservazioni del Direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, prof. Emanuele Papi, che coordina a sua volta diversi progetti sul fenomeno del reimpiego nel Mediterraneo.
In allegato il programma completo.