Giornata in ricordo del prof. Giorgio Macchi. L'uomo, l'ingegnere, lo scienziato, il maestro
Lunedì 23 settembre 2024, dalle ore 10:00, presso l'Aula 4 Edificio Tamburo del Polo Cravino dell'Università di Pavia (Via A. Ferrata, 3), si terrà una giornata in ricordo del prof. Giorgio Macchi, professore emerito di Tecnica e delle costruzioni e personalità di rilievo nazionale e internazionale nell’ingegneria strutturale e nella salvaguardia del patrimonio storico-architettonico, scomparso circa un anno fa. Cofondatore della Facoltà di ingegneria dell'Università di Pavia e fondatore della "scuola pavese" di Tecnica delle Costruzioni, una delle più importanti a livello internazionale.
Giorgio Macchi, oltre che un accademico di primo piano, è stato un grande progettista e si è occupato in particolare di ponti (tra cui anche alcuni dei viadotti dell’alta velocità ferroviaria), di edifici storici e monumenti (Torre di Pisa, facciata di San Pietro a Roma, Cappella della Sindone a Torino, Campanile di San Marco a Venezia, Duomo di Pavia…).
«La strategia ideata da Giorgio Macchi per il consolidamento del Duomo di Pavia è veramente geniale ed è il frutto della sua profonda comprensione del funzionamento strutturale delle opere murarie, delle approfondite analisi conoscitive svolte sulla costruzione e di un’instancabile ricerca della soluzione tecnologica più efficace e nello stesso tempo rispettosa dell’opera» racconta Guido Magenes, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni a Pavia, allievo e successivamente collega di Giorgio Macchi.
Al crollo della Torre Civica di Pavia, avvenuto nel 1989, seguirono intense attività di indagine e monitoraggio della sicurezza dei monumenti pavesi. Al professor Macchi venne affidato l’incarico di intervenire sulla struttura della cattedrale di Pavia, la cui enorme e pesante cupola - la quarta più grande in Italia e costruita su progetto attribuito al Bramante - mostrava preoccupanti indizi di una possibile imminente crisi. Le più importanti “patologie” della cattedrale di Pavia riguardavano gli 8 grandi pilastri a cui spetta di reggere il peso di cupola e tamburo e le fessurazioni della cupola stessa, risalenti già al completamento della costruzione alla fine del XIX secolo.
Continua il prof. Magenes: «Dalle prime indagini, Macchi si accorse che il carico gravava più sul rivestimento in marmo che non sul nucleo dei pilastri. Progettò quindi una soluzione che prevedeva di ritrasferire parzialmente il carico dei pilastri al nucleo, consolidandolo con iniezioni di miscele leganti e irrobustendolo attraverso lo stato di precompressione trasversale esercitato da barre di acciaio inox, inserite praticando solo piccoli fori nel marmo, successivamente sigillati con lo stesso materiale per rendere l’intervento sostanzialmente invisibile. Durante l’intervento è stato anche necessario sollevare l’intera cupola mediante una struttura metallica temporanea e martinetti idraulici per controllare e ridistribuire gli sforzi sui pilastri».
Amici e colleghi del professor Macchi si riuniranno alla presenza dei familiari, del sindaco Michele Lissia e del del Pro-Rettore alla Ricerca Federico Forneris, per ripercorrere il suo fondamentale contributo nel campo dell’ingegneria strutturale.
Il 23 settembre avverrà anche l’intitolazione al prof. Macchi del Laboratorio Prove Materiali e Strutture, tuttora uno dei principali laboratori universitari italiani nel campo dell’ingegneria strutturale, da lui fortemente voluto e progettato oltre quarant’anni fa per porre l’Università di Pavia al livello dei maggiori atenei europei.
La giornata è organizzata dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia.
Nato a Milano nel 1930. Laureatosi in Ingegneria Civile presso il Politecnico di Torino, dove è stato allievo di Franco Levi, Macchi ha iniziato la sua carriera accademica prima presso il Politecnico di Torino, poi allo IUAV di Venezia, e infine presso l’Università di Pavia. Qui ha contribuito in maniera decisiva alla fondazione della Facoltà di Ingegneria e della scuola di Tecnica delle Costruzioni pavese, da decenni punto di riferimento internazionale nell’ingegneria strutturale. I suoi studi e ricerche hanno abbracciato numerosi aspetti dell’ingegneria strutturale, spaziando dall’analisi delle strutture in cemento armato e muratura alla salvaguardia dei monumenti storici. Tra i suoi contributi scientifici più noti, si annoverano gli studi sulla 1 precompressione, l’analisi non lineare delle strutture e i criteri di progetto e verifica delle strutture in muratura. Membro attivo di numerosi comitati tecnico-scientifici internazionali, tra cui il CEB (Comité Euro-International du Béton) e lo IABSE (International Association for Bridge and Structural Engineering), ha partecipato anche alla stesura dei primi Eurocodici, le normative europee per la progettazione delle strutture. Docente appassionato e progettista di grande talento, Giorgio Macchi è stato capace di coniugare teoria e pratica con risultati di eccezionale qualità. I suoi interventi più significativi si ritrovano in ponti e viadotti, come per esempio nel viadotto dell’Alta Velocità di Modena o il Bolu Mountains sull’autostrada che collega Istanbul e Ankara, e nella salvaguardia e consolidamento di monumenti del patrimonio storico artistico italiano, quali il Duomo di Pavia, il campanile di San Marco a Venezia, la Torre di Pisa e la facciata della Basilica di San Pietro a Roma, e internazionale, tra gli altri i minareti di Jam ed Herat in Afghanistan. Il suo approccio rigoroso e innovativo, unito a una profonda umanità, gli ha fatto guadagnare l’ammirazione e il rispetto di generazioni di studenti e colleghi. Molti allievi di Macchi sono divenuti a loro volta progettisti importanti e professori in prestigiose istituzioni accademiche in Italia e nel mondo.
In allegato il programma completo dell’evento.
L’evento è gratuito tuttavia per partecipare è necessario iscriversi compilando il modulo di registrazione.