Politiche identitarie e giustizia sociale. Come rifondare l'etica e la politica dopo la rivoluzione woke
Giovedì 2 maggio 2024, alle ore 18:00, il Collegio F.lli Cairoli ospita in Aula Magna la conferenza "Politiche identitarie e giustizia sociale. Come rifondare l'etica e la politica dopo la rivoluzione woke".
Il fenomeno del “wokismo” esige un’esplicita confessione dei principi di diversità, equità e inclusione come obbligatori per tutti i dipendenti delle Università americane, delle agenzie governative e persino delle imprese private. La correttezza politica viene legiferata e applicata in modi espliciti e ufficiali, come anche non ufficiali. I principi woke sono eticamente validi, basati sul rispetto per l’altro e per tutti, ma l’applicazione di essi si trasforma spesso in una grottesca parodia che nasconde a malapena una accanita politica di potere. Alcuni critici avvertono che si sta scivolando verso il totalitarismo, dove non sarà più possibile esprimere un’opinione onesta, ma solo ripetere a pappagallo la linea del partito.
L'esercizio del potere nel sistema woke si basa soprattutto sul meccanismo del capro espiatorio, acutamente teorizzato da René Girard. Una certa identità sociale, solitamente maschile, bianca, cisgender, è ritenuta responsabile del patriarcato suprematista bianco e di conseguenza di tutti i mali di cui la civiltà occidentale è accusata, dal colonialismo al capitalismo, in un parossistico rifiuto di un’intera cultura come colpevole e meritevole di essere esorcizzata. Questa metanarrativa viene imposta di maniera intollerante di ogni visione non conforme della storia e della società. Così si arriva agli atti che caratterizzano la cosiddetta “cancel culture”.
William Franke tenta di ridefinire i fondamenti dell’etica in politica in un modo che essa possa accogliere le rivendicazioni radicali di inclusività e di diversità promosse dalla rivoluzione woke, ma allo stesso tempo conservare e rispettare le incomparabili risorse delle tradizioni religiose, culturali ed etiche sotto attacco, questo in uno sforzo di trovare un terreno comune per rifondare una cultura consensuale basata sul dono di sé piuttosto che sulla condanna dell’altro. Tale cultura è attualmente a rischio di perdersi definitivamente nelle crisi che attraversano oggi le società democratiche.
William Franke, è Professor of Comparative Literature, Vanderbilt University, USA. Saggista, letterato, filosofo è considerato una figura di primo piano a livello internazionale nel campo della letteratura francese e italiana, con particolare riferimento a quella con implicazioni teologiche. È uno dei più eminenti dantisti contemporanei. Poliglotta, ha tenuto conferenze e lezioni presso prestigiose Università e Centri culturali di innumerevoli nazioni in inglese, tedesco, francese e italiano. È autore di innumerevoli libri pubblicati con le principali case Editrici Internazionali.