Conquistarsi il diritto di scrivere. Tra legge e letteratura
Martedì 16 aprile 2024, alle 21:00, al Collegio Nuovo – Fondazione Sandra e Enea Mattei di Pavia (Via Abbiategrasso, 404 - Pavia), arriva per la prima volta la scrittrice Tea Ranno, con un romanzo - memoir che parte da una esperienza personale per arrivare a sensibilizzare su un tema di salute femminile molto sottovalutato. Si tratta di un racconto – importante – che porta alla luce il dolore indicibile di una malattia cronica, subdola e diagnosticata con difficoltà, l’endometriosi.
C’è non poco altro che si intreccia con questo dolore che in Avevo un fuoco dentro Tea Ranno ha provato a “dire”, far uscire dalle pagine appena pubblicate da Mondadori.
I lettori troveranno anche una interessante narrazione della nascita di una scrittrice che, con determinazione e tanto lavoro, ha saputo conquistarsi un suo pubblico di affezionati.
Un percorso a ostacoli (anche interiori), affrontato tra studi giuridici e preparazione per i concorsi per il notariato e la lotta contro una malattia debilitante che ha reso ancora più difficile la nascita delle figlie. In mezzo a una vita che rivendica anche una vita sociale “normale”, tra organizzazione di attività culturali e politiche e il prendersi cura di generose amicizie, Tea Ranno costella le ore del giorno e della notte di scritture più o meno clandestine, rimaneggiamenti di “bozzetti” sollecitati da manipolatori e manipolatrici, parti lentissimi di romanzi quasi impossibili – questo memoir – incoraggiati da amiche libraie o, nel caso del fortunato La sposa vermiglia (Premio Rea 2012), da un padre delicato e fondamentale.
Nelle pagine, si troverà così la genesi di Cenere, passato dal rifiuto di un’editor che lo aveva solo sfogliato, all’arrivare finalista al Premio Calvino, ma si troverà anche il riverbero di tante pagine bruciate e distrutte, con una ricerca della parola giusta, mai forzata, autentica sempre.
A condurre l’incontro Anna Modena, già docente di Letteratura contemporanea (Università di Pavia).
«“Ma lo sai cosa vuol dire scrivere?” […] “No, e allora te lo dico io. Significa tornare lì, al punto esatto del dolore, al punto esatto dei denti che ti lacerano, in quel dolore che diventa eterno perché, per raccontarlo, deve eternarsi in ogni attimo su cui ti soffermi, in ogni parola che scegli, perché le parole sono spesso sbagliate, non rendono, non sono abbastanza evocative, e tu stai lì, nel dolore, per raccontare il dolore, per dirlo con una parola che non è mai quella giusta, si avvicina, ma non è quella giusta”»
(T. Ranno, Avevo un fuoco dentro. Storia di un dolore che non si può dire Mondadori 2024)
Per chi desidera partecipare in presenza, la scadenza delle iscrizioni è il 15 aprile. L’accesso in sala è regolato in base alla capienza della stessa (198 posti). Se non sarà possibile l’ammissione in sala, verrà inviato il link Zoom entro le ore 20:00 del 16 aprile (previa registrazione on line entro le 18.30).
L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute.
Per seguire la diretta Facebook, visitate @collegionuovopavia.