Vedere l’invisibile: imaging computazionale tra arte, biologia e medicina
Un’immagine può mostrare ciò che l’occhio non riesce a vedere. Può restituire i dettagli nascosti di un dipinto antico, rendere leggibili strutture microscopiche altrimenti invisibili, aiutare a individuare informazioni preziose in ambito medico. Ma tra ciò che viene registrato nei processi di acquisizione e ciò che riusciamo davvero a comprendere c’è un passaggio decisivo: il lavoro degli algoritmi, dei modelli matematici e dell’elaborazione dei dati.
È in questo spazio, dove l’immagine diventa un problema da ricostruire e interpretare, che si muove la ricerca di Luca Calatroni, protagonista del secondo appuntamento del ciclo In Formule. La matematica come sapere trasversale al Collegio Ghislieri, giovedì 3 dicembre 2026, alle ore 21:00, nell’Aula Bernardi del Collegio Ghislieri, con la conferenza Vedere l’invisibile: imaging computazionale tra arte, biologia e medicina.
Luca Calatroni, laureato in matematica applicata presso l’Università degli studi di Pavia e PhD presso l’Università di Cambridge (UK), è professore associato presso il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei sistemi dell’Università di Genova e guida l’unità di ricerca Computational Imaging and Learning del centro MaLGa. Il suo lavoro combina modellizzazione matematica e fisica, ottimizzazione e apprendimento automatico per sviluppare metodi capaci di ricostruire immagini anche quando i dati disponibili sono incompleti e disturbati dal rumore.
«L’imaging computazionale – spiega Calatroni – non si limita, infatti, a rendere più nitida un’immagine: cerca di ricostruire informazioni che non sono immediatamente accessibili, attraverso modelli e procedure di calcolo che sfruttano la conoscenza dei processi fisici e digitali di acquisizioni. In microscopia a fluorescenza, per esempio, queste tecniche possono contribuire a individuare strutture biologiche altrimenti difficili da distinguere, alla precisione del nanometro. In campo medico, aiutano ad affrontare problemi complessi di ricostruzione delle immagini; nelle discipline umanistiche, permettono di studiare dettagli nascosti di dipinti e manoscritti antichi».
È qui che la matematica rivela la propria natura trasversale: non una disciplina chiusa nei suoi simboli, ma uno strumento capace di mettere in dialogo campi apparentemente lontani. Arte, biologia e medicina pongono domande diverse, ma possono condividere metodi per estrarre informazioni, correggere distorsioni e interpretare ciò che appare incompleto.
Il lavoro di Luca Calatroni mostra così come la ricerca matematica e informatica possa trasformare il nostro modo di osservare: non perché sostituisca lo sguardo umano, ma perché gli offre strumenti nuovi. Vedere, in fondo, non significa soltanto ricevere un’immagine. Significa riuscire a leggerla, ricostruirla e capire che cosa ancora nasconde.
Il ciclo In Formule. La matematica come sapere trasversale prosegue così la sua esplorazione della matematica come sapere capace di attraversare i confini disciplinari e di dare forma a domande che riguardano il mondo, la conoscenza e le possibilità della ricerca.