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Collegio F.lli Cairoli

Un artista, un'opera, una collezione: Gabriele Albanesi

11 aprile 2025
Articolo aggiornato:
Gabriele Albanesi, primo piano
Crediti immagine
© Gabriele Albanesi

Il Collegio Fratelli Cairoli e la Galleria Marco Fraccaro proseguono gli incontri con gli artisti che hanno esposto in Collegio a partire dal 1971, anno della prima mostra voluta dal Rettore Marco Fraccaro.

L'appuntamento venerdì 11 aprile 2025, alle ore 18:00, presso l'Aula Magna del Collegio con Gabriele Albanesi.

La narrazione prenderà spunto da una delle opere presenti nella Collezione d'arte diffusa del Collegio, spaziando poi in maniera più ampia - attraverso immagini, testimonianze e racconti - sul percorso artistico dell'ospite e sul suo rapporto con l'arte contemporanea.

L'attività del Collegio F.lli Cairoli legata all'arte contemporanea ha inizio nel 1971 con la rassegna “Tool Ricerche Interlinguistiche” e prosegue tutt'ora, avendo consentito di esplorare varie forme espressive del Secondo Novecento, in oltre mezzo secolo di storia, ed ospitare 325 mostre, raccogliendo complessivamente 1.500 opere, frutto di donazioni di artisti e collezionisti, e 12.000 testimonianze documentali ad esse correlate. Un patrimonio unico, da un punto di vista culturale e storico-scientifico, che rende il Collegio tra i punti di riferimento nazionali, in ambito verbovisuale, oltre che significativa enclave dell'Arte Contemporanea.

La formazione artistica di Gabriele Albanesi prende avvio in terra piacentina: allievo di Carlo Munari, sensibile alla pittura di Bruno Cassinari, nel cui studio apprezza alcuni tra gli sviluppi più interessanti della produzione artistica del dopoguerra, collabora con William Xerra, la cui influenza è determinante nella definizione del suo percorso creativo. Trasferito nell’ambiente milanese per motivi di studio (Università Cattolica), aderisce con entusiasmo al clima turbolento e vivace di una non meglio definita “neo-avanguardia” artistica: nel 1975 entra nel direttivo della Galleria di Porta Ticinese a Milano (con G. Rubino, G. Rovasino, M. Borgese), la cui attività è documentata nel contesto della Biennale di Venezia del 1976 (“L’ambiente come sociale” a cura di E.Crispolti).

L’incontro con la “Poesia visiva”, l’adesione alle attività della Galleria M.Fraccaro del Collegio Cairoli, la collaborazione con la rivista “Tam-tam” e l’amicizia con alcuni tra i più importanti esponenti della poetica verbo-visuale (Adriano Spatola, Giulia Niccolai, Corrado Costa) contribuiscono a definire i contorni della sua produzione. Nel 1978 espone per la prima volta alla Galleria M. Fraccaro (Produzionepropria: lo strumento, l’immagine), in doppia personale con Luciano Ferro. Oggi, nei lavori di Gabriele Albanesi, restano alcune tracce dell’utilizzo della scrittura come “segno grafico” che dialoga con segni di altri “alfabeti”: i graffiti dell’arte preistorica, le tracce spigliate e ossessive dell’Art Brut, le citazioni da culture arbitrariamente definite come “primitive”, le immagini tratte dalla storia dell’arte, gli stereotipi, in modo particolare, della grafica infantile, a testimonianza dell’impegno pedagogico e formativo svolto nelle scuole di diversi ordini e in collaborazione con l’Università di Pavia.