Tina Anselmi. La donna delle riforme sociali
Cattolica, partigiana, donna di lotta e di impegno politico vissuto come “servizio”, Tina Anselmi è stata, nella storia italiana, la prima donna a ricoprire la carica di Ministro. «Per cambiare il mondo bisogna esserci», ripeteva, e il suo impegno per combattere stereotipi e pregiudizi contro le donne e contrastare interessi di parte consentì importanti innovazioni sociali come la Legge di parità nel trattamento salariale tra uomini e donne e la Riforma della Sanità.
Ironica e testarda, vicina politicamente ad Aldo Moro ma difficilmente catalogabile nelle correnti della Democrazia cristiana, Anselmi - scrive Renata Micheli - era «capace di ascolto, duttile nel condurre la mediazione, chiara nell’esporre i propri convincimenti». Non abbandonò mai il suo partito nemmeno quando, nelle elezioni del 1992, fu candidata in un Collegio elettorale difficile da cui uscì perdente. In molti avvertirono la sua sconfitta come una perdita per la democrazia e qualcuno le scrisse: «Sarebbe un dono per il nostro paese vederla Presidente della Repubblica». Ebbe sempre a cuore i valori della Costituzione e della Resistenza e ricordò agli studenti nel 2004, quando ricevette la laurea honoris causa all’università di Trento, che la democrazia - dopo essere stata conquistata - deve essere vissuta, difesa, partecipata.
La figura di Tina Anselmi sarà ricordata nel terzo incontro del ciclo “Una Repubblica al femminile. Ottant’anni dopo: donne antifasciste costituenti e riformatrici” ideato dal Collegio Ghislieri - in collaborazione con l’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea e IUSS, Scuola Universitaria Superiore Pavia - per sottolineare il ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza, nella stesura della Costituzione e nelle grandi riforme civili e sociali del dopoguerra. Mercoledì 18 marzo 2026 (Aula Goldoniana, ore 18:00) Alba Lazzaretto illustrerà i contenuti del libro “Tina Anselmi. La donna delle riforme sociali” che ha pubblicato per i tipi dell’editore Prometheus.
Discuteranno con l’autrice Elisa Signori e Marina Tesoro (Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea).
Alba Lazzaretto, già professoressa di Storia contemporanea all’Università di Padova, ha ricoperto vari incarichi istituzionali, tra cui Presidente del corso di laurea in Scienze politiche, studi internazionali ed europei e Direttrice del Centro per la storia dell’Università di Padova. È Accademica Olimpica, Vicepresidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Vicenza e fa parte di Comitati scientifici di vari istituti di ricerca storica. Si è occupata di storia sociale e religiosa, storia politica, storia culturale e dell’università. Tra i suoi studi: Vescovo clero parrocchia. Ferdinando Rodolfi e la diocesi di Vicenza 1911-1943, Vicenza 1993; Il governo della Chiesa veneta tra le due guerre. Atti e documenti delle conferenze episcopali venete e trivenete (1918-1943), Padova 2005; Bianco fiore e camicia nera. L’Azione cattolica vicentina negli anni del fascismo, Padova 2010; Giulio Alessio e la crisi dello Stato liberale, Padova 2012. Ha curato con G. Simone: Dall’università di élite all’università di massa. L’Ateneo di Padova dal secondo dopoguerra alla contestazione sessantottesca, Padova 2017. Nei suoi saggi ha affrontato vari temi, tra cui il rapporto tra docenti e terrorismo nell’Ateneo patavino, il femminismo cristiano di Elisa Salerno, la formazione delle masse cattoliche, il “Parlamento interalleato”, sorto durante la Grande Guerra. Attualmente sta curando, con M. Cenzon e P. Pozzato, una Storia della Resistenza vicentina.