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Collegio Ghislieri

Seconda mano. Il valore delle cose fra medioevo ed età moderna

20 aprile 2026
Articolo aggiornato:
Copertina del libro "Seconda mano", sullo sfondo il chiostro interno del Collegio Ghislieri

Il valore di una cosa usata non è mai stato una semplice versione ridotta del valore di una nuova. È, piuttosto, un terreno mobile: una misura instabile, negoziata di volta in volta, che prende forma nell’incontro tra desiderio, necessità e urgenza. Molto prima che l’economia moderna ne formalizzasse i principi, questa logica attraversava già l’Europa tardomedievale, tra le botteghe dei rigattieri, i mercati di stracci e reliquie, i banchi di dettaglianti, osservati oggi con straordinaria finezza dallo storico Giacomo Todeschini. 

Nel suo ultimo libro - Seconda mano. Il valore delle cose fra medioevo ed età moderna (Salerno Editrice, 2025) - Todeschini ci mostra come fra Tre e Cinquecento il commercio di seconda mano diventi un aspetto fondamentale dell'ordine socioeconomico europeo: la gamma dei beni commerciabili si dilata fino a comprendere tutto ciò che ha anche solo una minima utilità immaginabile, con prezzi e valori quanto mai relativi e negoziabili. I protagonisti di questa gestione dell'usato - rigattieri, artigiani, dettaglianti - sono figure socialmente ed economicamente ambigue, la cui presenza nel gioco degli scambi, benché sempre più importante, appare inquietante e controversa. Un libro che dimostra, ancora una volta, quanto il Medioevo non sia un passato archiviato ma la radice viva e spesso irriconosciuta del presente economico.

Seconda mano. Il valore delle cose fra medioevo ed età moderna verrà presentato al Collegio Ghislieri lunedì 20 aprile 2026 (Aula Bernardi, ore 18:00) nell'ambito del ciclo di conferenze I Lunedì della Storia (a cura di Matteo Di Tullio e Francesco Torchiani). Dialogheranno con l'autore Paolo Evangelisti e Michele Spadaccini.

Giacomo Todeschini, professore onorario di Storia medievale all'Università di Trieste, è stato fellow dell'Institute for Advanced Study di Princeton e del Wissenschaftskolleg di Berlino, e ha collaborato con l'École des hautes études en sciences sociales di Parigi. La sua ricerca si muove all'incrocio tra storia economica, storia religiosa e storia sociale del basso Medioevo: si occupa di storia delle teorie e dei linguaggi economici medievali, della dottrina cristiana sull'infamia e sull'esclusione dalla cittadinanza e dal mercato, e del ruolo degli ebrei nel mondo cristiano medievale e moderno. Si è occupato della trattatistica francescana in materia di economia e contrattualistica, approfondendo le radici testuali della cultura economica nel basso Medioevo e nel periodo della Scolastica, da cui è emersa una ricostruzione a tutto tondo della riflessione economica medievale come premessa alla comprensione della razionalità economica moderna. 

Paolo Evangelisti è medievalista, docente alla Pontificia Università Antonianum e all'Istituto Teologico di Assisi, nonché presso diversi dottorati di ricerca. Attualmente è anche consulente dell'Archivio storico della Camera dei deputati. I suoi studi si concentrano sul pensiero economico e politico dei Frati Minori nel basso Medioevo e sulla costruzione dei linguaggi della sovranità e del mercato tra Quattro e Cinquecento. 

Michele Spadaccini è ricercatore di Storia medievale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Pavia dal dicembre 2022. Ha conseguito il dottorato in Storia medievale e scienze ausiliarie della storia presso l'Università Otto-Friedrich di Bamberg, e l'abilitazione in Storia medievale e Scienze storiche ausiliarie presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Erfurt, con una tesi sull'interpretazione della legislazione normanna nel Regno di Sicilia. I suoi interessi di ricerca abbracciano la storia costituzionale e del diritto canonico, la storia della produzione libraria medievale e delle università.