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Collegio F.lli Cairoli

Quando le guerre trasformano l’Occidente

23 maggio 2025
Articolo aggiornato:
Aula Magna del Collegio Cairoli di Pavia

Venerdì 23 maggio 2025, alle ore 18:00, il Collegio F.lli Cairoli di Pavia ospita in Aula Magna la conferenza "Quando le guerre trasformano l’Occidente".

Dalla guerra in Ucraina a Gaza, un confronto tra chi le racconta dal campo e chi ne affronta le conseguenze nei palazzi della politica. Le guerre non si combattono solo con le armi, ma anche con le narrazioni, le percezioni, le decisioni istituzionali. E, sempre più spesso, lasciano un segno non solo là dove cadono le bombe, ma anche nel cuore stesso dell’Occidente: nella politica, nell’informazione, nella coesione sociale.

Su questi temi si concentra l’evento organizzato dall’associazione Oltre l’Orizzonte in collaborazione con il Collegio Cairoli. A confrontarsi saranno due voci autorevoli, provenienti da fronti diversi ma complementari:
- Francesco Battistini, giornalista e inviato del «Corriere della Sera», con una lunga esperienza nei teatri di guerra in Medio Oriente, Ucraina, Afghanistan;
- Alessandro Alfieri, senatore della Repubblica, membro della Commissione Esteri e Difesa, impegnato nelle dinamiche istituzionali e strategiche della politica estera italiana ed europea.

A moderare il dialogo sarà Luisa Trumellini, già Segretaria Nazionale del Movimento Federalista Europeo, attenta osservatrice dei cambiamenti che attraversano l’Europa e le sue istituzioni.

L’incontro si propone come un momento di riflessione profonda sul modo in cui i conflitti globali stanno trasformando l’identità e la stabilità dell’Occidente. Oltre le immagini trasmesse dai media, c’è una trasformazione silenziosa che tocca la qualità della nostra democrazia, il rapporto tra cittadini e istituzioni, la fiducia nei media, e la tenuta sociale dei nostri Paesi.

Guerre come quelle in Ucraina o a Gaza producono effetti che non si fermano ai confini: alterano gli equilibri politici, polarizzano il dibattito pubblico, influenzano le scelte economiche e migratorie, e pongono interrogativi nuovi sulla sicurezza e sull’identità europea.

Il focus dell’incontro è quello di promuovere un’analisi non ideologica, capace di andare oltre le semplificazioni e la polarizzazione. Lo scopo è offrire al pubblico strumenti critici per comprendere come i conflitti esterni stiano riscrivendo la nostra società dall’interno.