Prassi della comunicazione medica
L’atto medico può esprimere varia profondità di conoscenze, può condensare un bagaglio più o meno ricco di esperienza, può possedere un diverso contenuto tecnologico, ma, se non è preceduto e sostenuto da una condivisione profonda, perde in partenza una parte essenziale della sua capacità terapeutica: è questa la riflessione di partenza dell’ADE fondata con il Prof. Aris Zonta, chirurgo e docente di chiara fama, la prima promossa dal Collegio Nuovo e tuttora offerta alla comunità degli studenti universitari.
La condivisione si realizza attraverso un contatto umano di cui la comunicazione è il tramite indispensabile. Ci sono però situazioni in cui questa acquista significati intensi e drammatici.
La tematica del consenso informato, ad esempio, pone problemi delicati. Esistono al riguardo pronunciamenti giuridici di carattere rigoristico che impongono al medico, come puntualmente illustrato dal Prof. Paolo Danesino, medico legale, il dovere di un’informazione precisa ed esaustiva al malato del suo stato morboso, delle terapie necessarie e delle complicanze prevedibili. Ma a tali precisazioni possono opporsi convinzioni del medico, fondate sulla consapevolezza dei turbamenti psichici che la conoscenza dettagliata di certe condizioni cliniche può evocare, specie in personalità fragili e provate.
Da queste situazioni estreme, si passa a una infinita varietà di circostanze, in cui al medico sono richieste delucidazioni o informazioni o anche solo ipotesi sulla presenza o evoluzione di un’affezione morbosa.
Come comportarsi? Quando è necessario e anche giusto essere dettagliati ed espliciti e quando tale atteggiamento da parte del medico potrebbe essere necessario, ma non giusto? In altre parole: la prassi coincide sempre con il dovere sancito o talvolta se ne discosta? E chi si può assumere la responsabilità di gestire queste divergenze? E a quale prezzo? Ampio spazio, inoltre, viene dato alla gestione della comunicazione con pazienti particolarmente fragili: anziani (Dott. Valentina Martello), minori (Dott. Silvia Bergonzoli) e diversamente abili (Dott. Annapia Verri). Il Dott. Pierdante Piccioni affronterà il tema della comunicazione in uno degli spazi che sin dal suo nome richiama la situazione di emergenza, il Pronto Soccorso, il luogo dove la prima segnalazione è rappresentata da un “codice” che va spiegato e affrontato.
Aula Magna Multimediale, Collegio Nuovo (Via Abbiategrasso 404) 6, 13, 20, 27 novembre 2024.
Per la partecipazione gli studenti devono iscriversi tramite il link di registrazione (modalità solo in presenza), entro il 5 novembre 2024.
Si ricorda che l'accesso in sala è limitato a 198 posti.
Il corso è erogato al II anno e può essere scelto in piano di studi. L’accreditamento verrà effettuato in osservanza alle norme della Facoltà di Medicina e Chirurgia cui si rimanda e se sarà riscontrabile la partecipazione ad almeno tre incontri su quattro.
Programma:
- Mercoledì 6 novembre 2024 – ore 18-19:30
Comunicazione con il paziente e i suoi cari: cosa mi ha insegnato la pandemia? (TBC)
Stefano Perlini, Università di Pavia
- Mercoledì 13 novembre 2024 – ore 18-19:30
Aspetti medico legali e comunicazione della salute
Paolo Danesino, Università di Pavia
- Mercoledì 20 novembre 2024 – ore 18-19:30
La comunicazione con pazienti anziani
Valentina Martello, Università di Pavia
La comunicazione con minori
Silvia Bergonzoli, Neuropsichiatra infantile
- Mercoledì 27 novembre 2024 – ore 18- 19:30
La comunicazione con pazienti con handicap
Annapia Verri, IRCCS “C. Mondino”, Pavia
La comunicazione in pronto soccorso
Pierdante Piccioni, Unità di Integrazione Ospedale Territorio e Appropriatezza della Cronicità, ASST Lodi