MareArte. Fra Mito e Tecnologia
Venerdì 30 maggio 2025, alle ore 16:00, presso la Galleria Marco Fraccaro del Collegio F.lli Cairoli di Pavia, sarà inaugurata l’esposizione "MareArte. Fra Mito e Tecnologia" a cura di Giosué Allegrini.
L’evento espositivo è organizzato in occasione del convegno “BLUE STRATEGIES: futuro, geopolitica dell’innovazione tecnologica e cultura del mare”, presso l’Aula Scarpa dell’Università di Pavia e promosso dal Centro di Ricerca interdipartimentale ITIR-UniPv (Institute for Transformative Innovation Research).
A un primo superficiale approccio potrebbe sembrare una contraddizione che l’Ateneo pavese e il territorio ad esso correlato, al centro della Pianura Padana, si occupino di mare, di acqua salata e underwater. Ma non è affatto così: il mare non è solo una questione costiera. È un’infrastruttura globale essenziale per tutti; anche per chi vive lontano dalle coste.
Naturalmente l’acqua è molto altro ancora; nelle diverse epoche e nelle varie espressioni artistiche, è stata anche fonte inesauribile di rappresentazioni da parte dei principali artisti, poeti e pittori. Acqua come materia salvifica di purificazione, di distruzione e rinascita, acqua come elemento sacro e profano. Per questo motivo e per lunghissimo tempo il richiamo delle acque ha attratto audaci poeti, argonauti impenitenti e romantici contemplatori.
E poi le onde… Dal Romanticismo di William Turner, al Realismo di Gustave Courbet passando per l’Impressionismo di Claude Monet, il Post-Impressionismo di Paul Gauguin, il Pointillisme di Paul Signac, il Simbolismo di Edvard Munch, l’Espressionismo di Emil Nolde, il Futurismo Giacomo Balla e via così fino all’Espressionismo Astratto di Marc Rothko, la Pop Art di Mario Schifano, esposto in mostra, le forme figurative pseudo-astratte di Gerard Richter ed altro ancora, molti sono gli artisti che in due secoli di storia si sono cimentati con le onde del mare e con la loro versatilità espressiva.
Gli artisti che espongono in mostra, in bilico fra figurazione e astrazione, fra concettuale e informale: da Chagall a Banksy, da Ben a Plessi, da Sarenco a Pignotti, da Guidi a Dottori, ci ricordano come l’acqua, partendo dall’entroterra e scorrendo per fiumi e laghi giunge sempre al mare, portando con sé il proprio carico di storia, di cultura e scienza: ce lo ricorda Boetti con “I mille fiumi più lunghi del mondo”, ce lo ricorda Leonardo, operante in territorio pavese, il quale affrontando gli studi di idrodinamica relativi al moto di un’imbarcazione, era giunto a paragonare i treni ondosi che si generano intorno al natante, durante la navigazione, alle varie tipologie di capelli delle donne: lisci, piuttosto che mossi, anziché ricci.
Un carico di ragione ed emozione che ci accompagna fra bobine di Helmholtz e rivisitazioni estetiche di navi e sommergibili, fra un Atlante Farnese stampato in 3D e la proiezione artistica della nave di Teseo e gli Argonauti, senza mai obliare che per Kandinsky, padre indiscusso dell’Astrattismo, lo scafo della nave è quanto più si avvicina all’opera d’arte.