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Convegno di studi

Le carte di Lino Aldani al Centro Manoscritti. Visioni, mappe, coscienza del futuro

16 aprile 2026
Articolo aggiornato:
Collage con una foto di Lino Aldani al centro, di fianco a lui le copertine dei libri "Quarta dimensione" e "Quando le radici"

Grazie all’iniziativa degli eredi, il lascito letterario dell’autore Lino Aldani (1926-2026) è stato ceduto al prestigioso Centro Manoscritti dell’Università di Pavia. Per celebrare l’evento e il centenario, giovedì 16 aprile 2026, presso l'Aula VII di Lettere (Palazzo Centrale), alle ore 18:00, sarà organizzato un convegno di studi dedicato all’autore dal titolo "Le carte di Lino Aldani al Centro Manoscritti. Visioni, mappe, coscienza del futuro".

Il convegno sarà presieduto da Giuseppe Antonelli, professore di Storia della lingua italiana dell’Università di Pavia e presidente del Centro Manoscritti.

Interverranno come relatori Marco Malvestio, ricercatore in Letterature comparate presso l’Università di Padova, e Alberto Sebastiani, ricercatore e titolare del corso di Lingua e cultura italiana presso IULM.

Nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Lino Aldani (1926-2009), visionario maestro della narrativa italiana di fantascienza e dell’immaginario, fondatore della rivista «Futuro». Intercettando il pensiero modernista di J. Rodolfo Wilcock e Adolfo Bioy Casares, Lino Aldani è riuscito a combinare una grande inventiva a una satira attenta della società in cui viveva. Le sue opere sono state tradotte in 16 paesi e la capacità dell’autore di interrogarci sulla tendenza a iper-burocratizzare e controllare la nostra vita è più attuale che mai. Lo dimostra una nuova, ampia raccolta dei suoi migliori racconti pubblicata da Mondadori, La casa femmina e una nuova edizione di una delle sue novelle più apprezzate: Trentasette centigradi, uscita per Moscabianca Edizioni con le illustrazioni di Giulia Cornaggia.

Lino Aldani ha attraversato da protagonista tutta la storia della speculative fiction del ‘900, contribuendovi non solo in qualità di autore, ma anche di appassionato curatore e critico. Aldani lascia quindi un’eredità dal valore inestimabile per appassionati e studiosi. Infatti, le sue carte sono state cedute al Centro Manoscritti dell’Università di Pavia, tra i più autorevoli archivi italiani deputati alla conservazione e allo studio del patrimonio bibliografico dei più grandi autori del ‘900, nato per volontà di Maria Corti. Il Centro nacque nel 1969, quando la filologa decise di donare alcuni materiali autografi di Montale, Gadda e Bilenchi di cui era in possesso. Da quel primo nucleo il Fondo si è progressivamente arricchito, fino a ottenere un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato nel 1973 e oggi conserva materiali di straordinario valore: carte manoscritte e dattiloscritte, appunti, lettere, documenti e disegni appartenuti ad autori dell’‘800 e del ‘900, tra cui Alberto Arbasino, Italo Calvino, Umberto Saba e Giorgio Manganelli.