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Collegio Nuovo

I Ceva: una “storia esemplare”

“Cento anni di pedagogia repubblicana”: una biografia familiare attraverso carte, lettere e diari
14 aprile 2026
Articolo aggiornato:
Copertina del libro "I Ceva. Una famiglia antifascista e repubblicana", sullo sfondo l'Aula conferenze del Collegio Nuovo

La notte di Natale del 1930, nel carcere di Regina Coeli, un giovane chimico pavese di “Giustizia e Libertà”, Umberto Ceva, si tolse la vita. Era stato arrestato a Milano, con Ernesto Rossi e Ferruccio Parri: la sua morte sollevò dubbi e accese una campagna internazionale che accompagnò il celebre “processo agli intellettuali”.

Alla sua vicenda e alla storia della sua famiglia, vissuta tra Milano, Pavia, l’Oltrepò pavese e il Piemonte, tra fine Ottocento e secondo dopoguerra, è dedicato l’incontro che si terrà al Collegio Nuovo martedì 14 aprile 2026, alle ore 21:00. I Ceva raccontano una storia esemplare, una lunga e coerente testimonianza di difesa della libertà, dei valori democratici, di impegno antifascista.

Protagoniste della serata sono Fiorella Imprenti, storica dell’età contemporanea e autrice del volume I Ceva. Una famiglia antifascista e repubblicana. Vite di Bianca, Adele, Umberto e Elena (edito da Viella nella collana dell’Unione femminile nazionale), Marina Tesoro, già docente di Storia contemporanea nell’Università di Pavia, e Sara Poma, autrice di podcast, responsabile dei contenuti per “Chora e Will Media”.

Le carte, i documenti, i diari esaminati dall’autrice testimoniano un lungo impegno civile, le trasformazioni della cultura e della politica, della scuola e dell’associazionismo, tra amicizie, ideali repubblicani, socialismo e democrazia. I genitori di Umberto Ceva, Lucio e Maria, le sorelle Bianca e Adele, la moglie Elena Valla, già collaboratrice di Gobetti, erano tutti antifascisti. Bianca Ceva fu partigiana azionista e, tra Resistenza e Repubblica, con la sorella e la cognata, grande animatrice di battaglie culturali e politiche. E poi ci sono i racconti delle villeggiature a Varzi e a Bobbio.

Figura centrale nella storia della famiglia Ceva e del volume è indubbiamente Umberto, esponente di “Giustizia e Libertà”, allievo a Pavia di Giorgio Errera, amico di Piero Gobetti, Ferruccio Parri, Clemente Ferrario, Riccardo Bauer. Nato a Pavia nel 1900, morì suicida a 30 anni in carcere, dove era stato rinchiuso con l’accusa di aver partecipato nel 1928 all’attentato alla Fiera campionaria di Milano e di essere stato proprio lui, chimico di formazione, a aver confezionato la bomba esplosa che provocò di una ventina di morti. Umberto Ceva era innocente. Le prove erano state manipolate a danno suo e dei suoi compagni. 

«…per difendermi dovrei accusare, senza un’ombra di prova, solo per un’ombra di prova, solo per poche parole, afferrate qua e là» scriverà alla moglie Elena Valla prima di togliersi la vita per non fare i nomi di amici di GL, compreso quello di Carlo Del Re, che poi si rivelerà un agente provocatore e spia fascista. «Prigioniero di una ragnatela che non riusciva a spezzare», scriverà di Ceva l’amico Ferruccio Parri; una ragnatela subdola per sfuggire alla quale si muovono, in diverso modo, altre figure fondamentali: la sorella Adele Ceva, matematica e scrittrice di poesie, più timida, che però non esiterà a far evadere dal carcere di Voghera la loro sorella Bianca, militante del Partito d’azione e fondatrice con Parri, nel 1949, dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia di cui sarà segretaria generale sino al 1971. Non meno importante la moglie di Umberto Ceva, Elena Valla, vicina a Gobetti, con la quale Umberto instaura un rapporto coniugale paritario, rispettoso anche della statura intellettuale della moglie che si era laureata con Gaetano De Sanctis, uno dei 12 professori universitari, tra cui anche il pavese Giorgio Errera, che “preferirono dire di no” alla richiesta di prestare giuramento di fedeltà al fascismo e che per questo perse la cattedra: anche Elena Valla, come la cognata Bianca, fu rimossa dall’insegnamento. Un figlio di Umberto ed Elena, Lucio Ceva, amico di Arturo Colombo, fu a lungo docente di Storia militare nella nostra Università.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute. 

Per registrarsi, entro il 14 aprile ore 12, utilizzare il link di registrazione. Invio link per partecipare in remoto entro una ora dall'inizio dell'incontro.

Link all'evento sul sito del Collegio Nuovo