Forme dell'energia: dal nucleo al suono
Giovedì 13 novembre 2025, alle ore 21:00, presso il Collegio F.lli Cairoli di Pavia, si terrà l'incontro "Forme dell'energia: dal nucleo al suono".
L'iniziativa rientra nell'ambito degli eventi organizzati in occasione dei 60 anni di attività del reattore Triga Mark II dell'Università di Pavia.
Intervengono Vladimir Hutanu e Claudio Canevari.
Modera: Andrea Salvini.
Dr. Vladimir Hutanu è una delle figure di riferimento del reattore di ricerca FRM Il di Monaco di Baviera, dove si occupa di irraggiamenti neutronici e gamma e di studi sui materiali sottoposti a flussi energetici intensi. È tra i pochi esperti europei a dirigere programmi di "neutron transmutation doping", volti a migliorare le proprietà del silicio per applicazioni tecnologiche avanzate. La sua attività si colloca al crocevia tra fisica nucleare, ingegneria e innovazione, con l'obiettivo di rendere più sicuro e sostenibile l'utilizzo dell'energia atomica.
Illustrerà come la scienza dei materiali e l’arte possano incontrarsi in modo sorprendente. Attraverso l’uso innovativo del combustibile esaurito di un reattore nucleare di ricerca, impiegato per decorare microstrutture in halite (salgemma) mediante irraggiamento gamma. Le immagini ottenute, nate da un esperimento scientifico, sono diventate anche opere d’arte ed esposte al pubblico. Un viaggio affascinante tra fisica, tecnologia e creatività.
Prof. Claudio Canevari, docente del Corso di Laurea in Conservazione e restauro di strumenti musicali e scientifici del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia - sede di Cremona, è un esperto nel restauro e nella conservazione di strumenti musicali, in particolare di aerofoni storici. Il suo lavoro unisce ricerca, sensibilità artigianale e buone pratiche per garantire la conservazione e la riscoperta di un patrimonio che ha valenza musicale, culturale e tecnica. Attraverso la didattica e la ricerca, contribuisce a rendere vivo il legame tra la musica e la sua materia, la sua storia e, idealmente, il suono.
Nel restauro di uno strumento musicale, inteso nella sua forma più nobile e meno commerciale, l’obiettivo principale è la conservazione del manufatto; il ripristino della funzione musicale può essere considerato un effetto collaterale, ma non è lo scopo dell’intervento. In questo contesto metodologico, la conoscenza storica, tecnica e scientifica dell’oggetto sul quale si interviene, della materia e del degrado subito costituisce una fase fondamentale. Questo approccio viene descritto in un caso-studio che prevede anche la sperimentazione di tecniche di imaging a neutroni presso il LENA in un intervento per la conservazione di uno strumento a fiato della collezione dell’Accademia Filarmonica di Verona, risalente al XVI secolo.