Coding, droni e intelligenza artificiale: il "CoderDojo" torna nei cortili dell’Università di Pavia
Sabato 21 marzo 2026, dalle 9:30 alle 12:30, i Cortili Centrali dell’Università di Pavia ospiteranno una nuova edizione di CoderDojo Pavia, l’iniziativa dedicata alla scoperta del coding e delle tecnologie digitali per bambini e ragazzi.
L’evento è organizzato in collaborazione con comPVter APS, associazione pavese impegnata nella diffusione della cultura informatica e tecnologica. Attraverso progetti educativi, attività divulgative e iniziative aperte alla cittadinanza, l’associazione promuove l’uso creativo e consapevole delle tecnologie digitali. Tra i suoi progetti più attivi vi è proprio CoderDojo Pavia, parte della rete internazionale di club gratuiti di programmazione per giovani, che mira ad avvicinare bambini e ragazzi al mondo del coding attraverso attività pratiche e collaborative.
Accanto a queste iniziative, l’associazione promuove anche Ctrl+Alt Museum, uno spazio permanente dedicato alla cultura digitale e alla storia dell’informatica, aperto a scuole, studenti e cittadini. Il museo rappresenta un luogo di incontro tra divulgazione, didattica e sperimentazione, con attività laboratoriali e percorsi educativi pensati per avvicinare il pubblico alle tecnologie del passato, del presente e del futuro.
Dal 2013 il gruppo pavese ha organizzato numerosi incontri coinvolgendo migliaia di partecipanti, con l’obiettivo di trasformare i giovani da semplici consumatori di tecnologia a creatori attivi di contenuti digitali.
Laboratori per giovani maker
Durante la mattinata i partecipanti – bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni – potranno scegliere tra diversi laboratori pratici guidati da mentor volontari. Le attività sono progettate per stimolare creatività, pensiero computazionale e capacità di problem solving attraverso l’approccio “imparare facendo”.
Tra i laboratori in programma:
- EduBot (5–6 anni)
Un primo incontro con la logica e la robotica educativa attraverso attività ludiche che introducono i concetti base della programmazione. - Scratch Jr - online (5–6 anni)
Coding visuale pensato per i più piccoli, che permette di creare animazioni e semplici storie interattive. - Scratch (7–14 anni)
Il celebre ambiente di programmazione visuale sviluppato dal MIT consente ai ragazzi di progettare videogiochi, animazioni e narrazioni digitali. - Arduino (10–15 anni)
Introduzione all’elettronica e alla prototipazione: i partecipanti potranno programmare sensori e dispositivi elettronici per realizzare piccoli progetti interattivi. - Droni e simulatori di volo (9–15 anni)
Un laboratorio dedicato alla scoperta delle tecnologie di volo remoto e alla simulazione del pilotaggio. - Intelligenza Artificiale (11–17 anni)
Un percorso per comprendere i principi di base dell’AI e il funzionamento degli algoritmi che oggi sono alla base di molte applicazioni digitali. - Programmazione in C (12–17 anni)
Un laboratorio per esplorare uno dei linguaggi di programmazione storicamente più importanti per lo sviluppo software. - Python (12–17 anni)
Introduzione a uno dei linguaggi più diffusi al mondo, utilizzato in ambiti che spaziano dall’automazione all’intelligenza artificiale.
Un momento di confronto per i genitori
Accanto alle attività per i ragazzi, l’iniziativa prevede anche un incontro dedicato ai genitori e agli accompagnatori dal titolo “Libertà, controllo e fiducia nel mondo digitale”.
L’incontro sarà uno spazio di confronto sui temi dell’educazione digitale, del controllo parentale e dell’uso consapevole delle tecnologie. L’obiettivo è fornire strumenti utili per accompagnare bambini e adolescenti nella crescita all’interno di un ecosistema digitale sempre più presente nella vita quotidiana.
Università e territorio: una collaborazione per la cultura digitale
L’evento rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra università e associazionismo del territorio per promuovere competenze digitali e cultura tecnologica tra le nuove generazioni.
Attraverso iniziative come CoderDojo, l’Ateneo si apre alla città offrendo ai più giovani l’opportunità di avvicinarsi alle discipline STEM in modo creativo e inclusivo, trasformando per una mattina gli spazi universitari in un laboratorio diffuso di innovazione, gioco e apprendimento.