Cambiamenti climatici: ipotesi di futuri possibili. Incontro con Bruno Arpaia
Lunedì 9 marzo 2026, alle ore 21:00, presso il Collegio Nuovo si parlerà di cambiamenti climatici, riscaldamento globale fuori controllo, di migrazioni possibili e nuove disparità economiche e sociali, di intelligenza artificiale e sorveglianza, sfruttamento e inutilità, ma anche di nuove resistenze grazie all’ultimo romanzo di Bruno Arpaia Il mondo senza inverno appena uscito da Guanda a distanza di dieci anni dal suo Qualcosa, là fuori sempre incentrato sulle conseguenze del cambiamento climatico.
«Non è distopia, parlo di cose che stanno già accadendo», precisa l’autore quando prova a definire il suo romanzo, definendosi scherzosamente “scrittore transgender”. «La narrazione è fondamentale», liquida la questione così, lo scrittore che è anche giornalista, ispanista e traduttore (amico di Sepulveda, curatore del Meridiano di García Márquez) che cita Don Chisciotte e Javier Cercas, ma anche Amitav Ghosh e il Matteo Meschiari di Geografie al collasso.
Si può provare a inquadrare Il mondo senza inverno nel genere della “speculative fiction”, diversa dalla fantascienza. Partendo dalle conoscenze attuali, Arpaia prova a immaginare il destino che ci aspetta, un mondo stravolto, in cui tuttavia non si perde la speranza di una via d’uscita e si cerca di contrastare e correggere quel che non va. In questo senso è un «romanzo politico» che parte da un “realismo aumentato” che, citando Fabio Deotto, «non si picca di prevedere il futuro, quanto di rendere visibile quella parte di presente che il realismo tradizionale non è in grado di inquadrare nella sua complessità».
Un romanzo che offre spunti per discutere di intelligenza artificiale, che immagina una società fortemente gerarchica e fondata sulla sorveglianza, grazie a neurochip. Se restiamo immobili e increduli di fronte al graduale e inesorabile cambiamento climatico, suggerisce Arpaia, siamo destinati al collasso globale. Da qui l’invito, per immaginare un futuro possibile, a superare molti pregiudizi e altrettanta scarsa informazione.
Con Bruno Arpaia dialogheranno Mario Martina, Rettore della Scuola Universitaria Superiore IUSS e Coordinatore del Dottorato Nazionale in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico e l’Alumna del Collegio Nuovo Maria Clara Corda, laureatasi in Università di Pavia in Fisica e diplomata IUSS con una tesi sul cambiamento climatico: attualmente è dottoranda in Ingegneria Civile e Ambientale presso il Politecnico di Torino.
Bruno Arpaia è nato nel 1957 a Ottaviano, in provincia di Napoli. Romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, per Guanda ha pubblicato: Tempo perso (Premio Hammett Italia 1997), L’angelo della storia (Premio Selezione Campiello 2001, Premio Alassio Centolibri – Un autore per l’Europa 2001), Il passato davanti a noi (Premio Napoli e Premio Letterario Giovanni Comisso 2006), Per una sinistra reazionaria, L’energia del vuoto (finalista al Premio Strega 2011 e vincitore del Premio Merck Serono), La cultura si mangia!, con Pietro Greco, L’avventura di scrivere romanzi, con Javier Cercas, Prima della battaglia, Qualcosa, là fuori, oltre a una conversazione con Luis Sepúlveda, Raccontare, resistere. I suoi libri sono tradotti in molte lingue.
L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute.
Per registrarsi, entro il 9 marzo ore 12:00: link di iscrizione (Invio link per partecipare in remoto entro una ora dall'inizio dell'incontro.)